• 旅行の開始
    2026年8月11日

    In partenza

    8月11日, イタリア ⋅ ☀️ 23 °C

    Dopo una super colazione da Bakery, pronti ad affrontare check-in bagagli e bagagli ingombranti. Pronti, via, si parte con un hirox 39kg di bici e seconda valigia sulle spalle💪🏻

  • Minchia che benessere!!!!

    8月11日, イタリア ⋅ ☀️ 33 °C

    Al check-in sorpresa per Marika...economy premium!! Inizialmente pensavo avesse sbagliato eva air, non avrei detto nulla ovviamente; poi vedo la faccia di Nico che se la ride sotto i baffi. In un momento di follia fa l'upgrade. Che benessere!!
    Volo di 13 ore!!! Infinito!!!! Peccato per chi non dorme 😂 (Marika collassa subito e poi sveglia fino all'atterraggio).
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  • Tensione finita!!!

    8月12日, 台湾 ⋅ ☁️ 28 °C

    Finalmente Taipei! Dopo il viaggio, l’atterraggio e tutta l’ansia accumulata, arriva il momento della verità: recuperare i bagagli.
    Marika si dirige verso il nastro trasportatore con quella faccia di chi sta pensando: «Adesso vediamo se è arrivato tutto…» 😰😂
    Ebbene sì: le valigie arrivano!
    Una, due… ci sono tutte! 🎉
    Ma soprattutto arrivano loro: i preziosissimi scatoloni con dentro le bici. 🚲📦
    La tensione di Marika, che prima della partenza aveva già immaginato ogni possibile catastrofe legata all’imbarco dei bagagli, finalmente si scioglie.
    La sua più grande paura è stata superata.
    Almeno questa volta, SÌ!!! 😂😂😂
    Ora però arriva il prossimo capitolo:
    montare la bici.
    E qui, forse, comincia il vero viaggio… 😎🚲🇹🇼
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  • Attesa per la camera

    8月12日, 台湾 ⋅ ☁️ 31 °C

    Ore 07:30 – La doccia fredda (senza doccia)
    Arriviamo in hotel trionfanti, pronti a fare una doccia, montare le bici e concederci un meritato pisolino. La reception ci accoglie con un sorriso smagliante e un'informazione devastante: "Il check-in è alle 16:00". Otto ore e mezza di limbo. Niente letto, niente chiavi, niente montaggio bici. Solo noi, le nostre occhiaie e la cruda realtà.
    Ore 09:00 – Benvenuti nella sauna taiwanese
    Siamo per strada a vagare per Taipei nel tentativo disperato di far passare il tempo. Missione del mattino: trovare un completo da bici per Marika. Unico piccolo dettaglio: ci sono già 30 gradi con un'umidità che viaggia oltre l'80%. In pratica non stiamo camminando, stiamo cuocendo al vapore come due ravioli dim sum.
    Pensiero fisso del momento:
    Se siamo ridotti a una macchia d'sudore solo per cercare una maglietta da ciclista, domani – quando dovremo pedalarci davvero in mezzo a questo brodo primordiale – non servirà la bici: ci scioglieremo direttamente sull'asfalto lasciando solo i caschi.
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  • Montaggio bici

    8月12日, 台湾 ⋅ ☁️ 33 °C

    Dopo la consegna della camera ci siamo messi sulla terrazza dell'hotel per montare le bici. Previsto: 4 ore. Realtà: 1,5h. Velocissimi ma probabilmente un piccolo danno al sellino di Nico. Si vedrà a casa🤞🏻もっと詳しく

  • Cena da Modern Toilette 🚽

    8月12日, 台湾 ⋅ ☁️ 30 °C

    Ore 18:15 – L’inganno della mappa
    Usciamo dall’hotel carichi di aspettative per la cena speciale prenotata su Instagram. Sulla mappa sembrava dietro l’angolo. Un millimetro di schermo, che sarà mai? Spoiler: era una trappola. Benvenuti a Taipei, la città dove "vicino" significa esattamente 45 minuti di autobus, durante i quali abbiamo avuto tutto il tempo di ripassare la nostra vita e capire le vere, immense dimensioni di questa metropoli.
    Ore 20:00 – Ximending
    Arriviamo finalmente in zona Ximen, il quartiere è letteralmente un'esplosione di luci al neon, cartelloni giganti e insegne luminose che ti sparano la luce direttamente nelle pupille. È un posto semplicissimo da descrivere: una via di mezzo tra un videogioco anni '90, un centro commerciale a cielo aperto ed un rave party permanente. Pieno di negozi di vestiti, gadget assurdi, gente ovunque e street food dall'odore decisamente "interessante".
    Ore 20:15 – A cena nel regno dei sanitari
    Entriamo al Modern Toilette. Per chi non lo conoscesse: un ristorante interamente a tema bagno. Invece delle sedie ci sono veri e propri wc su cui sedersi, i tavoli sono vasche da bagno coperte da vetri e il cibo viene servito dentro miniature di lavandini, vasini e tazza del bagno. Incantevole.
    Menu della serata: Pollo al curry e gamberetti fritti con l'immancabile riso bianco, seguiti da patate dolci fritte e mozzarella stick. Tutto sorprendentemente buono, nonostante la location ti faccia dubitare delle tue scelte di vita.
    Il gran finale (I Dolci): Abbiamo ordinato due gelati mastodontici. Il primo, al cioccolato, si chiamava poeticamente "Costipazione". Il secondo, al mango, era servito in un minuscolo "Urinatoio". Porzioni così enormi che ne abbiamo mangiato meno della metà, dichiarando la resa di fronte a quella montagna di zuccheri e battute discutibili.
    Ore 22:30 – Il ritorno dei guerrieri
    Ci rimettiamo in marcia. Altri 45 epici minuti di autobus per rientrare in hotel, mentre il gelato al cioccolato e mango battagliava nello stomaco. Dritti a letto senza passare dal via: domani ci aspetta l’inizio del giro in bicicletta e le nostre gambe (e la nostra digestione) chiedono pietà!
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  • SÌ PARTE!!

    8月13日, 台湾 ⋅ ☁️ 26 °C

    🚴‍♂️💨 OGGI SI PARTE!!! 🇹🇼
    Finalmente inizia il nostro tour in bicicletta di Taiwan!
    Prima tappa: Taipei → Hsinchu, 87 km.
    Per evitare il caldo infernale: sveglia alle 5:00. 😱
    Bici pronte, borse montate e…
    SI PARTE!!! 🚴‍♀️🚴‍♂️
    Il primo ostacolo? Non le salite. Non il caldo. I MILLE SEMAFORI DI TAIPEI. 😂
    Rosso. Stop. Riparti.
    Rosso. Stop. Riparti.
    Poi finalmente usciamo dalla città e iniziano risaie, templi e caldo… tanto caldo. 🥵🌾 Ed è proprio durante una sosta che succede una cosa incredibile.
    Un camion si ferma accanto a noi.
    Pensiamo: “Ecco, adesso ci sgrida.” 😳
    E invece il conducente ci regala una borsa con:
    💧 acqua
    🥤 sali minerali
    🥤 Coca-Cola
    TUTTO PER NOI!!! ❤️
    Ci fa pure una foto e ci ringrazia perché stiamo facendo il giro di Taiwan in bici.
    Poco dopo, un altro signore ci consegna due bottiglie d’acqua al volo, stile Tour de France! 🚴‍♂️💨
    E un ragazzo in moto ci fa il tifo… lo ritroviamo più avanti e ci fa ancora il tifo!
    A questo punto abbiamo capito:
    PER I TAIWANESI IL GIRO DELL’ISOLA IN BICI È UNA COSA SERISSIMA. 😂
    Intanto noi accumuliamo chilometri e perdiamo gambe.
    Dopo 87 km, 36°C e un’umidità da sauna, arriviamo finalmente a Hsinchu. 🥵
    Prima fermata?
    SEVEN ELEVEN. 😂
    Poi scopriamo che la camera sarà pronta solo alle 16.
    Perfetto. 🫠
    E proprio quando siamo ormai distrutti…
    SIRENE 🚨
    Messaggio di emergenza. Si parla di un missile. Internet non funziona.
    Ci guardiamo.
    “Forse era meglio andare al mare…” 😳😂
    Per fortuna scopriamo che è solo un’esercitazione militare.
    Nessuna guerra. Nessun missile.
    Solo noi, 87 km nelle gambe, 36 gradi e una camera d’hotel ancora da aspettare. 😂
    GIORNO 1: FATTO! 🇹🇼❤️
    87 km ✅
    Caldo 🥵
    Gambe: da verificare 😂
    Marika: viva
    Io: pure
    E DOMANI SI RIPARTE! 🚴‍♀️🚴‍♂️😎
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  • Cena al mercato notturno

    8月13日, 台湾 ⋅ ☁️ 29 °C

    Tra le 17 e le 19, dopo aver lavato tutto il materiale della bici — roba che ormai camminava da sola tanto era impregnata di sudore — ci siamo finalmente sistemati.
    Anzi… Marika si è sistemata fin troppo bene.
    Perché mentre io cercavo di recuperare le forze, lei ha iniziato a russare con una potenza tale che sembrava avesse acceso una motosega in camera. 🪚😂
    Altro che tagliare la legna: la stava producendo direttamente dal letto!
    Dopo circa due ore di questo piacevolissimo sottofondo musicale, siamo riusciti a uscire e siamo andati al night market di Hsinchu, un vero caos meraviglioso di bancarelle, luci, profumi, fumo e cibo di ogni genere.
    Abbiamo iniziato a cercare un ristorante tra mille possibilità, completamente indecisi.
    Poi una ragazza ci ha mostrato il menù.
    E noi, davanti a quella gentilezza, non siamo riusciti a dire di no.
    Per Marika: riso, uovo, carne e patate dolci.
    Io invece parto con gli udon, carne bianca, tonno secco tagliato sottilissimo — quello che sicuramente avrà un nome preciso che al momento non ricordiamo — e naturalmente il mio inseparabile AMATO CORIANDOLO. 🌿❤️
    Ma il bello doveva ancora arrivare.
    Come secondo, infatti, mi arriva un piatto con cinque interiora diverse:
    pelle di pollo, cuore di pollo, cuore di mucca, coda di pollo e una misteriosa cosa che sembrava intestino di mucca fritto.
    Insomma, più che una cena, una visita guidata all’apparato interno degli animali. 😂
    Dopo questa esperienza gastronomica decisamente impegnativa, meritato dolce al Seven-Eleven: gelato all’Oreo. 🍦
    E poi spesa strategica per la colazione dell’alba, perché il giorno dopo ci aspettano 100 km.
    Finalmente a letto, distrutti dalla pedalata.
    Io provo a dormire.
    Marika riparte con la motosega.
    VRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR… 🪚😴
    E così, tra gambe doloranti, cinque interiora nello stomaco e una motosega umana accanto, si conclude la giornata.
    Domani: 100 km.
    Sempre che la motosega mi lasci dormire abbastanza per riuscire a farli. 😂🚲🇹🇼
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  • Seconda tappa Hsinchu Taichung

    8月14日, 台湾 ⋅ ⛅ 27 °C

    Sveglia alle 5:00.
    O meglio… sveglia alle 5:00, rimandata.
    Poi rimandata di nuovo.
    A questo punto il vero obiettivo della giornata non era più arrivare a Taichung, ma riuscire semplicemente ad alzarsi dal letto. 😂
    Miracolosamente ce la facciamo: sistemiamo borse, bici e tutto il necessario e alle 6:30 siamo finalmente in strada.
    Seconda tappa del nostro Taiwan Bike Tour: Hsinchu → Taichung, circa 100 km e, sulla carta, pochissimo dislivello.
    Guardando il profilo della tappa pensiamo:
    “Beh, oggi dovrebbe essere tranquilla.”
    Errore.
    Il caldo lo sapevamo.
    Il sole pure.
    Quello che non avevamo considerato era il piccolo dettaglio che per tutti i 100 km avremmo avuto il vento contro.
    Perché evidentemente Taiwan aveva deciso di aggiungere un bonus alla tappa. 🌬️🥵
    I primi 15 km sono addirittura paradisiaci: una ciclabile bellissima lungo il mare, immersa nel verde, con le piante che ci proteggono dal sole e soprattutto dal vento.
    Poi finisce la ciclabile.
    E finiscono anche le nostre illusioni.
    Da lì in avanti: sole a picco, caldo infernale e vento contrario. Una combinazione perfetta per ricordarci che siamo venuti a Taiwan per andare in bicicletta… e non certo per rilassarci. 😂
    Durante il percorso ci fermiamo in un tempio trovato quasi per caso, molto bello e suggestivo. Una piccola pausa dall’asfalto e dal forno che ci circonda.
    Poi ripartiamo verso la nostra tappa programmata: il Dajia Jenn Lann Temple, uno dei templi più importanti e famosi di Taiwan, dedicato a Mazu, la dea del mare e protettrice dei viaggiatori. Un luogo enorme, ricchissimo di decorazioni, statue e dettagli, dove il confine tra tempio e opera d’arte praticamente non esiste.
    Dopo la visita, però, c’è ancora da pedalare.
    Ripartiamo verso Taichung e affrontiamo gli ultimi chilometri. Arriva anche un po’ di dislivello: circa 150 metri.
    “Solo 150 metri.”
    Certo.
    Perché 150 metri alle tre del pomeriggio, sotto il sole, dopo quasi 100 km e con il vento contro, hanno una curiosa capacità di trasformarsi mentalmente in una tappa alpina.
    Domani ci aspettano 2.100 metri di dislivello.
    Quindi oggi quei 150 metri erano praticamente il nostro allenamento psicologico. 😅
    Finalmente, alle 15:00 precise, arriviamo in hotel.
    Bici parcheggiate, doccia immediata e vestiti consegnati alla lavanderia. Perché dopo una giornata così non erano più vestiti: erano reperti archeologici impregnati di Taiwan.
    Mentre aspettiamo il bucato, scopriamo che l’hotel offre un’attrazione decisamente più interessante del previsto: uno scivolo interno tra il secondo e il primo piano.
    E ovviamente, dopo 100 km in bicicletta, quale modo migliore per recuperare le forze se non fare lo scivolo dell’hotel? 😂
    Poi ci trasferiamo nel giardino… rigorosamente finto.
    Perché anche il giardino vero, evidentemente, oggi avrebbe richiesto troppa energia.
    Ci sdraiamo lì, tra piante di plastica e atmosfera zen, cercando di convincere il nostro corpo che quella giornata è ufficialmente finita.
    Domani però ci aspettano 2.100 metri di dislivello.
    Quindi stasera niente programmi.
    Solo riposo, cena e una domanda:
    “Ma chi ce l’ha fatto fare?” 🚴‍♂️🇹🇼😂
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  • Cena 🍔

    8月14日, 台湾 ⋅ ⛅ 29 °C

    Dopo cento chilometri di pedalata, vento contrario e sudore versato in quantità industriali, arriva finalmente il momento più atteso della giornata: il comfort food. E quale miglior medicina per il cicloturista stremato se non un hamburger gigantesco?
    Così usciamo dall’hotel e ci dirigiamo da Burger Guardian, nome che già promette protezione divina per gli stomaci provati dal viaggio. Io ordino senza esitazioni il Double Double Beef Burger, mentre Marika va sul più classico cheeseburger. Quando arrivano al tavolo capiamo subito che a Taiwan non scherzano: panini enormi, carne spessa come un materasso, succosissima e abbondante. Ogni morso era un abbraccio calorico che cancellava, almeno per qualche minuto, il ricordo del vento contrario.
    Finito l’hamburger e spazzolate anche le patatine, sulla strada del ritorno compare una nuova tentazione: il milk shake. E qui il mio cervello smette completamente di ragionare. Vedo la scritta “banana” e penso immediatamente a una cremosa delizia tropicale.
    Ordino fiducioso.
    Poi assisto alla preparazione.
    Una banana ancora verde. Una tazzina da caffè di latte. Il resto: acqua e ghiaccio.
    In quel preciso istante il sogno muore.
    Il risultato finale era qualcosa a metà tra una granita triste e una punizione medievale. Per fortuna entra in gioco Marika, che, mossa da compassione o forse da spirito di sacrificio, ne beve praticamente quasi tutto, salvandomi da un’esperienza ancora più traumatica.
    Missione finale della serata: acquistare la colazione per l’indomani. Perché i ciclisti esperti sanno che il vero segreto non è allenarsi, ma avere già pronta la colazione alle cinque del mattino.
    Rientriamo in hotel con un solo obiettivo: essere a letto per le nove di sera. Sveglia puntata alle cinque e nuova tappa all’orizzonte.
    Taiwan continua a insegnarci grandi lezioni di vita: mai fidarsi dei milk shake troppo economici e, soprattutto, scegliere sempre l’hamburger.
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  • Primo dislivello vero

    8月15日, 台湾 ⋅ ☀️ 27 °C

    Ore 05:00 – La sveglia (quella vera)
    Suona la sveglia. Come al solito a quest'ora, staccarsi dal letto è una fatica immane, ma ci tiriamo su.
    Ore 05:30 – Colazione in camera (made in 7-Eleven)
    Ci godiamo la colazione direttamente in camera con il bottino preso al 7-Eleven: pane al cioccolato per me, yogurt per Marika e latte alla papaya. Una bella carica prima di affrontare quella che Komoot definiva “una tappa con un po’ di dislivello” e che noi ricorderemo come una delle giornate più dure della vacanza.
    Ore 07:00 – L'inganno di Komoot
    Partiamo con un po’ di pianura. Komoot prometteva circa 450 metri di dislivello "in pochi chilometri", seguiti da una "salita lieve". Risultato? La "salita lieve" nascondeva tre ramponi a tradimento con pendenze al 18%. Con le borse cariche sulla bici è stata una faticaccia, ma non abbiamo mollato di un centimetro.
    Ore 10:00 – Crisis Management #1
    Dopo un altro strappetto verso la strada principale, Marika ha un momento di crisi totale: vuole spedire bici e borse via corriere e proseguire a piedi. Piccolissimo dettaglio: mancavano più di 50 chilometri! Entro in modalità supporto:
    1. Mi prendo un po' di roba dalle sue borse per alleggerirla.
    2. La convinco ad arrivare al primo 7-Eleven.
    3. Pausa snack e Coca-Cola tattica.
    Crisi rientrata e si riparte!
    Ore 13:00 – Il Power Nap sulla panchina
    Arriviamo all’attacco della salita finale: 15 km con 950 metri di dislivello. Nuova crisi per Marika: vede la panchina del 7-Eleven, si sdraia e crolla addormentata all'istante. Mentre lei recupera le forze, io vado dentro e faccio scorta: pranzo, Coca-Cola e due Pocari Sweat. La sveglio, mangiamo insieme e finalmente ci riprendiamo. Si parte per la salita finale... infinita.
    Ore 15:00 – Il diluvio e i chilometri infiniti
    Al km 8 inizia a piovere. Ci ripariamo per far passare il grosso del temporale e poi ripartiamo sotto la pioggia. Sembrava di stare in un paradosso: macinavamo salita su salita, ma i chilometri e il dislivello sul display non scendevano mai. L'hotel sembrava un miraggio inarrivabile.
    Ore 17:00 – Il colpo di scena di Google Maps
    A un certo punto il navigatore della bici suona: "Sei arrivato!". Ci guardiamo intorno... ma dell'hotel nemmeno l'ombra. Tiriamo fuori Google Maps: mancavano ancora 500mt e 100mt di dislivello!
    Lì è caduto il silenzio totale. Ma la parte migliore era una: Marika non poteva insultarmi per la scelta del percorso, perché l'itinerario lo aveva proposto lei! E la cosa, sotto sotto, faceva troppo ridere.
    Ore 17:30 – La meta e i numeri da eroi
    Dopo altri 20 lunghissimi minuti sotto l'acqua, eccolo finalmente: l'hotel! Entriamo, ci danno la chiave della camera e ci fiondiamo dentro. Le gambe praticamente non le sentivamo più.
    Diamo un'occhiata finale ai ciclocomputer per il verdetto definitivo: 80,60 km e ben 2.055 metri di dislivello positivo. Morti, ma ufficialmente dei giganti!
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  • Missione bucato, Udon e extasi musicale

    8月15日, 台湾 ⋅ 🌧 23 °C

    Ore 18:00 circa - Fuga dalla Botola
    Dopo essere sopravvissuti a un acquazzone tropicale e aver sudato l'equivalente del nostro peso corporeo, io e Nico siamo riemersi dalla doccia della nostra microscopica camera. O meglio, definirla "camera" è un complimento: è più che altro una botola con l'impianto idraulico. Ci siamo guardati, poi abbiamo guardato il mucchio di vestiti bagnati e odoranti di "avventura asiatica", e abbiamo capito che andavano lavati. Subito.
    Ore 18:30 - Il Mistero della Lavanderia
    Con il nostro sacchetto del bucato decisamente troppo profumato, ci avventuriamo all'esterno, forti delle indicazioni del receptionist, un ragazzo di una gentilezza quasi disarmante. Arriviamo al punto X. Guardiamo l'edificio.
    Cos'è? Un ristorante? Un negozio di ferramenta? Un portale per una dimensione parallela? Poteva essere letteralmente qualsiasi cosa, tranne una lavanderia. Vista l'impossibilità di decifrare l'enigma, decidiamo di battere in ritirata tattica.
    Ore 19:00 - Il Trionfo dell'Udon (e la voracità di Nico)
    Sempre sfoggiando il nostro sacchetto di panni sporchi come fosse un accessorio di alta moda, puntiamo al ristorante (sempre consigliato dal nostro oracolo, il receptionist). Invece del locale, incappiamo in una meravigliosa piazzetta animata: bancarelle, uno spettacolo in allestimento e una serie di ristorantini invitanti.
    Optiamo per gli udon. Nico, che a quel punto aveva lo stomaco che comunicava in codice Morse per la fame, decide che due porzioni non sono sufficienti per due esseri umani e ne ordina tre.
    Ecco il bottino che è arrivato al tavolo:
    2 ciotole di udon classici: con carne bianca e il rassicurante uovo sodo.
    1 ciotola di udon "pericolosi": salsa piccante, alghe e zuppa servita rigorosamente a parte. Un capolavoro. Abbiamo spazzolato tutto.
    Ore 20:00 - La Febbre del Sabato Sera Taiwanese
    Con la pancia piena, ci fermiamo a guardare lo spettacolo nella piazzetta. Sul palco, un gruppo di taiwanesi canta e balla con un'energia contagiosa.
    Marika: Estasi totale. Adoravo il ritmo, la danza, l'atmosfera. Ero praticamente pronta a salire sul palco e unirmi alla coreografia.
    Nico: Un mix tra la noia profonda e lo smarrimento esistenziale. Non ha apprezzato per niente. L'arte è soggettiva, dicono.
    Ore 20:30 - L'Oasi del 7-Eleven
    Prima di ritirarci, tappa obbligatoria al 7-Eleven, la vera divinità di Taiwan. Facciamo scorta per la sopravvivenza: bevande, l'acqua per il giorno dopo, la colazione e, ovviamente, l'immancabile gelato.
    Ore 21:00 - Blackout
    Torniamo nella nostra fidata botola. Ci caliamo nei letti e alle 21:00 in punto abbiamo gli occhi chiusi, pronti a dormire il sonno dei giusti (o forse, più semplicemente, il sonno di due pensionati in vacanza).
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  • Salita al passo Taroko 3100m

    8月16日, 台湾 ⋅ ☁️ 12 °C

    Ore 06:00 – La "dormita"
    Oggi sveglia "più tarda del solito". Alle 6:00 suona il gong. Preparazione borse e assetto da combattimento: ci aspetta il Passo Taroko a 3100 metri. L'entusiasmo è alle stelle, il sonno purtroppo pure.
    Ore 07:00 – L'inganno della reception e l'attesa
    Scendiamo a fare colazione fiduciosi di recuperare le bici subito dopo. Finita la colazione, la reception è deserta, desolata, spettrale. Nessuno ci aveva detto che aprendo alle 9:00 la gente normale a quell'ora dorme. Marika si arma di sorriso e un ottimo inglese per farci aprire e, finalmente, alle 7:40 si parte!
    Ore 07:40 – La scalata dell'inferno (23 km / 1500 m D+)
    Inizia la giostra. Salita tostissima con rampe al 16% che mettono a dura prova anche la santità.
    Ore 11:09: Mancano 100 metri alla vetta. Marika, provata, dichiara solennemente: «Non ce la faccio più!».
    Io, maestro di empatia e supporto psicologico: «Smettila di lamentarti e pedala che siamo arrivati!». Problem solving impeccabile.
    Ore 11:10: In vetta! Tre ore e mezza di pura agonia per godere di un panorama mozzafiato... di sole nuvole. Visibilità: zero. Siamo letteralmente dentro un batuffolo di vapore. Foto di rito, cambio d'abito invernale per evitare l'ipotermia e via in picchiata verso l'hotel a recuperare i bagagli.
    Pomeriggio – Il carburante dei campioni e la bufera
    Pranzo gourmet e bilanciato: quattro uova sode e pane al cioccolato. La dieta dell'atleta vero.
    Riprendiamo a scendere verso Puli, ma all'ingresso della città il cielo decide di iniziare a diluviare. Ci rifugiamo al Seven Eleven come due superstiti per schivare il classico diluvio tropicale. Menu degustazione: triangolini di riso con alga e tonno, conditi da tre toast a testa.
    Tardo Pomeriggio – Verso Sun Moon Lake (30 km / 450 m D+)
    Appena la pioggia cala, ripartiamo. Usciti da Puli ci aspetta una mazzata al 16% del tutto gratuita. Ma poi la magia: sbuchiamo in un posto da cartolina tra palme, piantagioni di tè e allevamenti. Una meraviglia inaspettata.
    Ancora qualche strappo ed eccolo lì: il Sun Moon Lake. Un miraggio? No, esiste davvero.
    Sera – Il gran finale
    Arrivati in hotel, l'ordine delle priorità è chiaro:
    1. Doccia per scrostare via il sudore accumulato.
    2. Trovare lavanderia. Non è mai stato più semplice, lo troviamo a 2 minuti dal B&b
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  • Cena 🐓

    8月16日, 台湾 ⋅ ☁️ 23 °C

    Durante il lavaggio dei vestiti da bici affrontiamo finalmente la seconda priorità della giornata, subito dopo pedalare: dove mangiamo?! 😂
    Dopo tutti quei chilometri, il poco dislivello e soprattutto quel maledetto vento contrario, avevamo una fame che avrebbe fatto sembrare un banchetto nuziale una semplice merenda.
    Apriamo Google Maps e partiamo con la ricerca: ristorante cinese figo? 🇨🇳
    Taiwanese tradizionale? 🇹🇼
    Una pizza, perché no? 🍕
    Le opzioni sono tantissime… peccato che abbiano tutte lo stesso piccolo difetto: chiudono prestissimo! 😱
    Così, mentre camminiamo verso l’albergo con i sacchetti dei panni da bici appena lavati — praticamente due profughi dello sport con la biancheria al seguito — ci imbattiamo in un ristorante sulla strada.
    E qui arriva il colpo di genio: cucina completamente a vista!
    Non la cucina stellata dietro un elegante vetro, dove lo chef sembra lavorare in una sala operatoria… no, qui si cucina direttamente in strada! 😂
    Il locale è pieno di taiwanesi.
    E questa, nella nostra logica da viaggiatori affamati, è una prova scientifica inconfutabile: se è pieno di gente del posto, si mangia bene.
    Fine della ricerca. Decisione presa.
    Posiamo i sacchetti dei vestiti, entriamo e ordiniamo.
    Prima arriva una gallina intera, cotta alla perfezione e soprattutto BUONISSIMA! 🐔
    Poi un bel piatto di maiale con le verdure.
    E infine arrivano i gamberetti fritti. Noi ci aspettavamo qualcosa di salato e croccante… e invece sorpresa totale: gamberetti fritti accompagnati da una salsa bianca dolce, ananas sciroppata e zuccherini colorati! 😂
    Un piatto che sembrava uscito dalla mente di qualcuno che aveva deciso di mettere insieme tutto quello che aveva in cucina e vedere cosa succedeva.
    E la cosa incredibile?
    Era tutto buonissimo!!!
    Una di quelle cene trovate per caso che diventano improvvisamente una delle esperienze più belle del viaggio.
    Pancia piena, vestiti lavati, morale alle stelle.
    A questo punto manca solo l’ultimo rito della giornata: Seven Eleven per fare scorta della colazione del giorno dopo. 🥐😂
    Poi finalmente albergo.
    Domani ci aspettano altri chilometri, quindi meglio dormire.
    Perché in questo viaggio abbiamo ormai capito una cosa fondamentale:
    pedalare è importante… ma prima bisogna mangiare. 🚴‍♂️🍗🍤
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  • Sun Moon Lake

    8月17日, 台湾 ⋅ ⛅ 23 °C

    Sveglia alle 6:00.
    O meglio… alle 6:00 suona la sveglia. Noi, invece, restiamo immobili a letto cercando di capire se le gambe siano ancora collegate al resto del corpo. 😵‍💫
    Dopo quattro giorni consecutivi di pedalata, le gambe sono ufficialmente distrutte: quadricipiti in modalità cemento armato, polpacci che chiedono asilo politico e articolazioni che hanno già presentato le dimissioni. Alzarsi dal letto non è più un gesto naturale, ma una vera manovra di recupero alpinistico. 😂
    Colazione direttamente in camera, recuperiamo energie, sistemiamo le borse sulle bici e… si parte! 🚴‍♂️💨
    La tappa di oggi prevede un giro parziale intorno al Sun Moon Lake, uno dei laghi più belli di Taiwan. Finalmente un po’ di panorama, acqua e montagne… sperando che le gambe, dopo quattro giorni di guerra, decidano di collaborare almeno per qualche chilometro. 🌄
    Poi la strada ci porterà verso Shuili Snake Kiln, dove ci aspetta una cosa decisamente particolare: il famoso forno della porcellana, descritto come il forno più grande del mondo. 🏺🔥
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  • Shuili Snake Kiln e arrivo a Chiayi

    8月17日, 台湾 ⋅ ☀️ 28 °C

    Lo Shuili Snake Kiln è un luogo davvero particolare dedicato alla tradizionale ceramica taiwanese, ci perdiamo tra forni giganteschi, ceramiche di ogni forma e oggetti bellissimi. Il pezzo forte è proprio il grande forno “a serpente”, costruito seguendo il pendio e utilizzato per cuocere le ceramiche per moltissime ore. 🏺🔥
    E qui arriva la nostra grande occasione: fare finalmente il nostro vaso!
    Peccato che la dura realtà ci riporti con i piedi per terra… o meglio, sull’asfalto: il vaso non sarebbe mai arrivato sano e salvo fino in Italia. 😭
    Quindi niente vaso ricordo. Ci toccherà accontentarci di portare a casa le gambe, sempre che arrivino anche loro! 😂
    Perché fuori ci aspettano ancora 75 km.
    Le gambe, dopo quattro giorni di pedalate, ormai non chiedono più pietà: la stanno implorando direttamente. Ma noi, come due cavalli da tiro ormai lanciati verso la stalla, rimontiamo in sella e partiamo. 🐎🚴‍♂️🚴‍♀️
    E incredibilmente, una volta partiti, le gambe decidono di collaborare!
    Attraversiamo zone industriali dove i camion ci passano vicino a tutta velocità, ma dobbiamo ammettere una cosa: ci lasciano sempre lo spazio necessario. Una piccola consolazione mentre sentiamo ogni singolo passaggio di camion a pochi metri da noi! 😅
    Poi, quasi come per compensare il cemento e il traffico, il paesaggio cambia completamente: campi coltivati ovunque, piantagioni di ogni tipo di frutta e soprattutto risaie a perdita d’occhio. 🌾🍍🍌
    E noi continuiamo a macinare chilometri.
    Uno dopo l’altro.
    Con una media finale di 22,1 km/h, che considerando le gambe massacrate, il caldo, il traffico e i 75 km ancora da fare, ci fa sentire quasi dei professionisti. Quasi. 😂
    Finalmente arriviamo a Chiayi.
    E qui ci aspetta una sorpresa: il nostro hotel sembra catapultato direttamente dalla Thailandia! 🇹🇭
    Entriamo e troviamo un mondo pieno di oggetti particolarissimi, decorazioni, statue e dettagli curiosi ovunque. Un hotel decisamente fuori dal comune, perfetto per concludere una giornata altrettanto fuori dal comune.
    Ora però una sola domanda rimane:
    dove sono i letti? 😂
    Perché dopo tutti questi chilometri, l’unica cosa che vogliamo vedere è un materasso.
    E possibilmente senza doverci arrampicare sopra. 😴🚴‍♂️
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  • Transazione approvata, o forse no

    8月17日, 台湾 ⋅ 🌧 29 °C

    La transazione che non è mai avvenuta
    Stasera, prima di andare al Wenhua Road Night Market, abbiamo avuto un piccolo imprevisto. O meglio: Nico ha avuto un incontro ravvicinato con la sua vera vocazione.
    Abbiamo trovato due negozi pieni di statuine e manga e, nel momento esatto in cui le ha viste, gli si è accesa una luce negli occhi. È entrato con quella calma sospetta di chi dice “do solo un’occhiata” ma dentro di sé ha già aperto un mutuo.
    Poi ha visto queste.
    Gli occhi gli sono diventati a cuore, il sorriso si è allargato e improvvisamente sembrava di assistere alla scena di un uomo che ha appena ritrovato l’amore della sua vita.
    Ha chiesto il prezzo.
    37.000 NTD.
    Circa 1.000 euro.
    “Solo mille euro”, praticamente.
    A quel punto, se non fossimo stati in bicicletta, giuro che avrei sentito in sottofondo il bip della carta e la vocina del POS: “Transazione approvata.”
    Per fortuna avevamo due bici, due valigie e un minimo di senso della realtà a fare da barriera tra lui e la bancarotta.
    Siamo quindi usciti dal negozio, lasciando lì le sue nuove compagne di vita, e ci siamo diretti finalmente verso il night market, alla ricerca della cena.
    Una serata tranquilla, insomma. Cibo di strada, luci, bancarelle.
    E un uomo che, per qualche minuto, ha seriamente valutato se fosse più importante mangiare o possedere una statuina da 37.000 NTD.
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  • Sale ne abbiamo? 🧂

    8月18日, 台湾 ⋅ ⛅ 32 °C

    Partenza alle 7:30, dopo una colazione veloce in hotel, perché ormai abbiamo capito che in questo viaggio il vero lusso non è dormire… è riuscire a fare colazione prima delle 6:30! 😂
    Si parte da Chiayi e, come da tradizione, ci aspetta il solito spettacolo: mille semafori, stop, ripartenze e qualche altro semaforo. Praticamente più che andare in bicicletta, stiamo facendo un corso avanzato di frizione e equilibrio.
    Oggi “solo” 55 km. Sulla carta una passeggiata...😅
    Appena usciti dalla città, finalmente arrivano i campi. All’inizio tutto tranquillo: strada asfaltata, panorama bellissimo… poi, improvvisamente, l’asfalto finisce e ci ritroviamo su una strada sterrata.
    E non una stradina sterrata qualsiasi: qua e là troviamo anche dei bei tratti completamente allagati. Perché evidentemente Taiwan aveva deciso che il nostro giro in bici fosse ancora troppo semplice. 🚴‍♂️💦
    A metà del percorso arriva il momento clou: davanti a noi una catena attraverso la strada.
    Ci guardiamo.
    “E adesso?”
    “Possiamo passare?”
    “E se non possiamo?”
    Mentre siamo lì a fare filosofia sulla catena, arriva un signore in moto. Con un inglese taiwanese tutto suo, gesti, indicazioni e qualche parola riusciamo a capire che ci apre la catena.
    Ma non finisce lì.
    Il nostro nuovo angelo custode sale sulla moto e ci segue per tutta la strada sterrata, assicurandosi che arriviamo dall’altra parte sani e salvi. Una scena surreale: due ciclisti stranieri distrutti, un motociclista taiwanese al seguito e una strada che sembra uscita da una spedizione nella giungla. 😂
    Passiamo tra enormi campi di canna da zucchero, poi finalmente torniamo sull’asfalto.
    A questo punto il sole picchia come se avesse qualcosa di personale contro di noi. ☀️🔥
    Decido quindi di tirare un po’ per arrivare il prima possibile. Resisto fino al 45° chilometro, poi il motore va definitivamente in riserva.
    Fine.
    Batteria scarica.
    Pilota sostituito.
    Entra in scena Marika, che prende la testa e mi porta fino all’arrivo mentre io mi limito a seguire la sua ruota cercando di non trasformarmi in una bistecca alla griglia. 😂
    Finalmente il navigatore annuncia la frase che aspettiamo da ore:
    “Siete arrivati.”
    Peccato che… la casa non ci sia.
    Ovviamente.
    Ormai non ci stupiamo nemmeno più.
    Apriamo Google Maps e scopriamo che mancano ancora 3 chilometri.
    “Vabbè, ormai…”
    E via di nuovo. 🚴‍♂️
    Arriviamo finalmente alla casa, dove ci accoglie una signora gentilissima che ci lascia le chiavi e ci fa sistemare.
    Doccia.
    Letto.
    E io, senza nemmeno salutare il mondo, mi addormento per un’ora.
    Ero morto.
    Non “stanco”.
    Morto proprio. 😴😂
    Dopo il riposo, recuperiamo un minimo di dignità e usciamo a vedere la Crystal Church nel distretto di Beimen. Poi passiamo dal Visitor Center, sperando di scoprire qualcosa sulle famose saline.
    Peccato che sia chiuso.
    E soprattutto scopriamo che non è la stagione delle saline.
    Quindi niente attività con il sale.
    Dopo aver pedalato 55 km, attraversato strade allagate, superato catene misteriose e combattuto contro il sole, ci mancava proprio una bella scoperta del genere. 😂
    Torniamo quindi a casa a riposarci qualche ora.
    Perché stasera ci aspetta il tramonto sull’acqua delle saline.
    E dopo la giornata di oggi, almeno quello ce lo siamo guadagnati tutto. 🌅🚴‍♂️
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  • Tramonto VOTO 10 cena VOTO IL SOLITO 5.5

    8月18日, 台湾 ⋅ ☁️ 30 °C

    Dopo il meritato riposino fino alle 17:30, finalmente riusciamo a riemergere dal coma e decidiamo di andare alle saline a goderci il tramonto.
    E qui arriva lo spettacolo: luce bellissima, atmosfera suggestiva e acqua delle saline che riflette le nuvole come uno specchio. Risultato? Mille foto. Ogni nuvola meritava almeno tre scatti, perché “questa viene meglio”, “aspetta, rifalla”, “no, guarda il riflesso!”… praticamente più che vedere il tramonto, lo abbiamo fotografato da ogni angolazione possibile. 📸
    Finite le saline, arriva il momento più importante della giornata: la cena!
    Andiamo al ristorante della padrona di casa e ordiniamo cozze alle zucchine e il famoso milkfish, allevato proprio nelle saline durante la stagione delle piogge.
    Ci spiegano anche una caratteristica fondamentale di questo pesce: salta fuori dall’acqua. E più è spaventato, più salta. Una specie di pesce con problemi di gestione dell’ansia. 🐟
    Ci consigliano di prenderlo piccolo perché, a detta loro, “è tanta roba”.
    Noi, fidandoci, lo ordiniamo.
    Quando arrivano i piatti capiamo finalmente cosa intendessero per “tanta roba”: potevano tranquillamente essere l’aperitivo per una persona. 😂
    Il pesce praticamente sembrava una degustazione, le cozze facevano compagnia e noi guardavamo i piatti cercando di capire dove fosse finita la cena.
    Come se non bastasse, Marika decide di accompagnare il tutto con un tè all’orzo che, a giudicare dalla sua faccia al primo sorso, doveva essere stato preparato direttamente con l’acqua di un fossato. Una roba talmente orribile che anche il milkfish avrebbe probabilmente cercato di saltare fuori dal piatto per scappare. 🤢
    A quel punto, con la fame che ormai ci mangiava dall’interno, chiediamo alla cameriera:
    “Scusi, cosa ci consiglia per mangiare ancora qualcosa?”
    Lei ci guarda tranquillissima e ci comunica la sentenza:
    “La cucina è chiusa.”
    Silenzio.
    Proviamo a metabolizzare la notizia.
    Cerchiamo allora un supermercatino nei dintorni… niente.
    Un minimarket? Niente.
    Un distributore con qualcosa da mangiare? Niente.
    Praticamente siamo in mezzo al nulla, con lo stomaco vuoto e davanti a noi una sola prospettiva:
    andare a letto con la fame. 😂
    Dopo 55 km in bicicletta, il caldo, le saline, mille foto e una cena che avrebbe potuto sfamare a malapena un criceto…
    Taiwan 1 – Noi 0. 🚴‍♂️🐟🍵
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  • Beimen-Kaohsiung

    8月19日, 台湾 ⋅ 🌧 31 °C

    Sveglia alle 6:00 e, per iniziare la giornata con il giusto spirito ciclistico, ci aspetta la tradizionale colazione di Beimen District: zuppa di pesce con riso. 🐟🍚
    Ora… l’idea di mangiare una zuppa di pesce appena svegli non è esattamente ciò che avevo sognato durante la notte. Ma, contro ogni previsione, era buonissima e super energetica! Un brodino bello deciso, vongole, gamberetti, un po’ di pepe per dare carattere e riso bianco.
    Insomma, niente brioche e cappuccino: qui si parte direttamente con il carburante da pescatore! 😂
    Pancia piena e si parte in direzione Kaohsiung. Il navigatore sentenzia: 92 km. Ma ormai abbiamo imparato che con il navigatore taiwanese bisogna avere fiducia… fino a un certo punto. Infatti, misteriosamente, all’arrivo saranno diventati 80 km.
    Evidentemente anche i chilometri, qui, fanno dieta. 😜
    Per i primi 40 km pedaliamo alla grande: pochi semafori, strada abbastanza scorrevole e paesaggio bellissimo, tra risaie, coltivazioni e campagne. Finalmente una pedalata quasi normale!
    Poi, naturalmente, arriva il momento della seconda colazione al Seven Eleven.
    Perché una zuppa di pesce alle sei del mattino evidentemente non basta a due ciclisti che devono macinare chilometri! 😂
    Ripartiamo belli carichi e… ricomincia il festival dei semafori! 🚥🚥🚥
    Stop. Riparti. Stop. Riparti. Altro semaforo. Riparti. Altro stop.
    Dopo qualche ora di questo allenamento speciale per quadricipiti e pazienza, attraversiamo la città e finalmente arriviamo a Kaohsiung.
    Peccato che ci siano ancora tre ore da aspettare prima di avere la camera. 😩
    Lasciamo quindi le biciclette in hotel, che questa volta ha addirittura un tema baseball, e usciamo a esplorare un po’ la zona.
    E visto che avevamo già fatto una colazione tradizionale, una seconda colazione e 80 km in bici… arriva naturalmente il momento del pranzo. 😂
    Troviamo un ristorantino sulla strada e ci concediamo dei noodles all’anatra, davvero buonissimi, accompagnati da uovo centenario e tofu.
    L’uovo centenario è un uovo di colore nero che viene lasciato riposare delle settimane o mesi in una miscela di argilla, cenere, sale, calce e gusci di riso. Sorprendentemente è molto più buono di quanto il suo aspetto totalmente nero lasci immaginare! 😅
    Ma il vero spettacolo, questa volta, non arriva dal nostro piatto.
    Seduta vicino a Marika c’è una signora che finisce tranquillamente il suo pranzo. Appoggia le bacchette, si sistema… e improvvisamente parte un RUTTO.
    Ma non un rutto normale.
    Un RUGGITO DA LEONESSA. 🦁💨
    E, soprattutto, viene indirizzato con una precisione incredibile dritto in faccia a Marika!
    Io guardo Marika.
    Marika guarda me.
    La signora, invece, completamente impassibile.
    A quel punto ho capito: non era un semplice problema di digestione.
    Era una dimostrazione di potere.
    Come per dire:
    “Qui comando io.”
    E Marika, che normalmente avrebbe avuto qualcosa da dire, improvvisamente…
    MUTA. 🤫
    Silenzio assoluto.
    Credo che per un attimo abbia anche rivalutato la propria posizione nella catena alimentare taiwanese. 😂
    Dopo questo straordinario incontro culturale, andiamo a vedere il famoso soffitto colorato della stazione, davvero spettacolare, e poi decidiamo di visitare un tempio vicino al nostro hotel.
    Il tempio è bello e suggestivo, pieno di dettagli e colori.
    Ma proprio mentre siamo lì, il cielo decide di ricordarci che siamo a Taiwan ad agosto.
    Prima qualche goccia…
    Poi sempre di più…
    E alla fine parte il diluvio universale! 🌧️🌊
    Ci prendiamo l’acqua tornando verso l’hotel e arriviamo praticamente fradici.
    L’idea iniziale era tornare in camera, sistemare e lavare i vestiti da bici e poi andare alla Pagoda del Drago e della Tigre, ma con quel tempo da monsone tropicale e la pagoda abbastanza lontana decidiamo, con grande tristezza, di rimandare.
    A questo punto si torna in hotel, si sistemano le cose per domani e comincia a farsi strada la domanda più importante della giornata:
    “dove si mangia?” 😂
    La risposta è ovviamente: night market!
    Quello di oggi, però, non è all’altezza di quello della volta precedente: cibo un po’ meno convincente, anche se l’atmosfera rimane sempre suggestiva, colorata e piena di vita.
    Dopo cena facciamo anche un giro in un parco con varie installazioni e giochi di luce. Carino… ma niente di indimenticabile.
    Alla fine si torna in albergo.
    Doccia, sistemazione delle cose, preparazione per il giorno dopo e finalmente a letto. 😂🇹🇼🚴‍♂️
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  • Kaohsiung-Checheng

    8月20日, 台湾 ⋅ 🌧 27 °C

    Sveglia con calma alle 6:00 — ormai per noi “con calma” significa alzarsi quando la maggior parte dell’umanità sta ancora dormendo — per sistemare tutto nelle borse e riuscire a essere pronti per la colazione alle 7.
    Arriviamo a colazione e scopriamo una cosa bellissima: sta piovendo.
    Ma non “piove un pochino”. No. Secchiate d’acqua direttamente dal cielo, come se qualcuno lassù avesse deciso di lavare Taiwan con l’idropulitrice. 🌧️
    Mangiamo con calma, sperando nel miracolo. Alle 7:30 siamo davanti all’ingresso dell’hotel, bardati da ciclisti pronti alla battaglia… ma niente. Continua a diluviare.
    Guardiamo il meteo: pioggia sicura almeno fino alle 10. E anche dopo le 10, nessuna garanzia. Insomma, il cielo ci stava dicendo chiaramente:
    “Ragazzi, oggi prendete il treno.”
    A quel punto consultiamo ChatGPT e studiamo il piano B: treno fino a metà strada e poi bici. Però aspettiamo ancora mezz’ora, perché magari smette.
    Ore 8:00.
    Piove ancora che Dio la manda.
    Ci guardiamo.
    “Partiamo?”
    E niente… partiamo. 🤦‍♂️
    Acqua, acqua e ancora acqua. E naturalmente anche i nostri amatissimi semafori taiwanesi, che riescono nell’impresa di trasformare i primi 30 km in una cronometro della categoria pensionati con il deambulatore: velocità media imbarazzante. 🚦😂
    Finalmente arriviamo al primo tempio della giornata: il Tempio di Dong Long, famoso per la sua atmosfera locale e per essere un punto di riferimento religioso della zona, anche se non proprio tra le mete più turistiche dell’isola. 😄
    Visita veloce e si riparte.
    E qui succede il miracolo: forse, forse… non piove più!
    Allora è il momento di andare davvero! 💨
    Ancora qualche semaforo — perché evidentemente Taiwan non vuole farci dimenticare dove siamo — poi finalmente imbocchiamo la strada sulla costa.
    E stavolta il vento NON è contrario.
    Bella raga… si vola! 🚀
    Da pensionati a Giro d’Italia in tre minuti.
    Media che sale, gambe che bruciano, adrenalina alle stelle e noi che ci sentiamo improvvisamente Pogacar e Van der Poel. Mancava solo il pubblico ai bordi della strada. 😂
    Dopo un po’ di strada arriviamo al secondo tempio della giornata: il Tempio di Checheng Fu'an, famoso soprattutto per essere uno dei principali templi taoisti dedicati a Tudi Gong, il Dio della Terra, e per la sua importanza religiosa locale… ma diciamo che non è proprio il monumento che scatena il turismo mondiale. 😄
    Visita veloce e si riparte.
    E indovinate?
    Ricominciamo a prendere acqua.
    Piccola deviazione in una piantagione di red dragon fruit, dove scopriamo che il famoso frutto del drago cresce proprio qui, tra caldo, umidità e pioggia tropicale. 🌱🐉
    A questo punto ci aspettano gli ultimi 7 km fino all’hotel.
    Durante l’ultima salita vediamo delle scimmiette che ci osservano incuriosite dal bordo della strada.
    Marika entra immediatamente in modalità National Geographic: servizio fotografico completo. 📸🐒
    Le scimmie guardano Marika.
    Marika guarda le scimmie.
    Io pedalo.
    Finalmente arriviamo in hotel.
    Doccia bollente! 🚿
    E poi parte il secondo grande rito del cicloturista sotto la pioggia: lavare i vestiti nella doccia.
    I nostri pantaloncini e magliette erano diventati neri per tutta la sporcizia che le ruote, con l’acqua, avevano sollevato dalla strada. Praticamente non più abbigliamento tecnico, ma materiale da miniera di carbone.
    Dopo esserci rimessi in sesto, andiamo al Sichongxi Hot Springs Park, dove ci concediamo almeno un bel bagno ai piedi nelle acque termali. Piedi che dopo tutti quei chilometri sembravano ringraziarci in tutte le lingue. 🦶♨️
    Poi cena in un ristorantino caratteristico.
    Sul tavolo arrivano gamberi di fiume, maiale saltato e uova strapazzate con jelly star, una specie di ingrediente che sembrava un’alga gelatinosa.

    Ma la giornata non è ancora finita.
    Perché il nostro hotel è in stile giapponese e ha una delle cose più belle che potessimo desiderare dopo 97 km di bici: l’ONSEN. ♨️🇯🇵
    E quindi via, dentro l’acqua calda a sciogliere finalmente le gambe, mentre fuori piove ancora.
    Immersi nell’acqua termale, con le gambe finalmente rilassate, si chiude la giornata.
    Domani si vedrà.
    Per ora una sola certezza:
    Taiwan ci ha provato con la pioggia.
    Noi abbiamo risposto pedalando. 🚴‍♂️🌧️💪
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  • Checheng Taitung

    8月21日, 台湾 ⋅ 🌧 26 °C

    Giorno 10 – 108 km, 1000 metri di dislivello e il Diluvio Universale 🌧️🚴‍♂️🐒
    Sveglia alle 6:00, come ormai da tradizione. Solita routine: preparazione delle borse, controllo dell’attrezzatura, lavaggio delle borracce, sistemazione delle bici…
    Poi colazione in perfetto stile giapponese. E mentre mangiamo, guardiamo fuori e capiamo immediatamente che Taiwan ha deciso di farci un regalo speciale per la giornata: il Diluvio Universale. 🌧️🌧️🌧️ E non una pioggerellina romantica. No.
    Secchiate d’acqua dal cielo.
    E proprio oggi ci aspetta la tappa più lunga di tutto il viaggio: 108 km e circa 1.000 metri di dislivello. Perfetto. Una passeggiata. 😂
    Finita la colazione, ci vestiamo da palombari, prendiamo le bici e partiamo sotto l’acqua.
    I primi chilometri sono subito un bel sali e scendi, attraversando la zona montuosa dell’isola. Arriviamo quasi a 500 metri di quota, pedalando completamente immersi nella foresta.
    E qui arriva anche l’incontro con la fauna locale: le scimmiette! 🐒
    Saltano da un ramo all’altro sopra le nostre teste, come se stessero facendo il tifo per noi.
    Scendiamo poi lungo una lunga discesa che ci porta verso l’altra costa dell’isola, quella affacciata sull’Oceano Pacifico / Mar delle Filippine… insomma, da quella parte lì! 😂
    Finalmente vediamo il mare e il paesaggio cambia completamente.
    Durante il percorso incontriamo anche una stazione ferroviaria spettacolare, con la ferrovia che corre praticamente sul mare. Una fermata veloce per qualche foto e poi di nuovo in sella.
    Da lì in avanti è ancora un continuo sali e scendi lungo la costa, fino a prendere la direzione di Taitung.
    La cosa incredibile è che, nonostante l’acqua presa in quantità industriale, il diluvio ha avuto almeno un lato positivo: non abbiamo sofferto il caldo!
    Eravamo completamente fradici, ma almeno non stavamo cuocendo dentro i vestiti da ciclista. 😂
    Dopo 108 km, finalmente arriviamo a Taitung.
    E qui, naturalmente, poteva mancare l’ultimo scherzo della giornata? Certo che no.
    Arriviamo all’hotel che avevamo prenotato, tutti zuppi, stanchi e già mentalmente sotto la doccia…
    Peccato che la catena alberghiera abbia cinque hotel nella stessa città. E noi, ovviamente, siamo arrivati a quello sbagliato. 🤦‍♂️😂
    Ci spiegano dove dobbiamo andare, rimontiamo in sella e raggiungiamo finalmente il nostro B&B.
    A quel punto: bagagli giù, doccia bollente e tentativo di tornare esseri umani.
    Poi, come da tradizione, arriva il momento più importante dopo una tappa del genere: il bucato!
    Poi si va finalmente a cena.
    Marika aveva trovato un ristorante che sembrava molto interessante, ma arriviamo e davanti troviamo una coda talmente lunga che probabilmente qualcuno era ancora lì dalla settimana precedente.
    Cambiamo strategia e scegliamo un altro ristorante, questa volta affidandoci alle recensioni di Google Maps.
    E alla fine ci va anche bene: noodles e dumpling, alcuni asciutti e altri in brodo.
    Cena semplice, ma dopo una giornata sotto la pioggia era praticamente alta cucina stellata Michelin. 😂
    Poi rientro in camera, letto e finalmente si dorme.
    E soprattutto c’è una grande novità: domani NON SI PEDALA! 🎉🎉🎉
    Per la prima volta dopo giorni, possiamo mettere la sveglia senza pensare a chilometri, dislivelli, borse, borracce, semafori e soprattutto… alla domanda fondamentale:
    “Ma oggi quanto piove?”
    Domani giornata libera. Le gambe ringraziano. La bici pure.
    Buonanotte!
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  • Visita di Taitung

    8月22日, 台湾 ⋅ 🌧 28 °C

    🇹🇼 Giorno 11 – Finalmente un giorno senza bicicletta… ma non senza mangiare! 😂
    Dopo nove giorni consecutivi passati a pedalare, oggi finalmente ci siamo concessi il lusso sfrenato di una cosa che ormai non ricordavamo più come si facesse: SVEGLIARCI CON CALMA! 😱
    Niente sveglia alle 5:30, niente “Dai che dobbiamo partire prima che arrivi il caldo!”, niente borse da sistemare, niente Garmin che ci guarda minaccioso dicendo che mancano ancora 87 km.
    Oggi relax.
    O almeno… questa era l’idea. 😂
    Ci alziamo quindi con tutta calma e andiamo a fare colazione al bar convenzionato con il nostro hotel, a Bao. Una bella colazione e finalmente possiamo guardarci intorno senza avere in testa una sola domanda:
    “Quanti chilometri mancano?”
    La cosa ancora più incredibile è che, dopo quattro giorni di pioggia praticamente ininterrotta, oggi abbiamo beccato l’unico giorno asciutto dell’intera settimana!
    Naturalmente non potevamo sprecarlo.
    🌳 Taitung, oggi niente bici: si cammina!
    Partiamo quindi alla scoperta del Taitung Forest Park, con il famoso Pipa Lake.
    Un parco veramente bellissimo, immerso nel verde, dove per una volta possiamo camminare senza dover controllare se davanti a noi c’è una salita al 12%. 😂
    Vicino al Pipa Lake troviamo anche un altro lago, questa volta dalla forma quasi perfettamente rettangolare, e lì scopriamo un piccolo concentrato di sport acquatici:
    gente che fa immersioni, gente che prende lezioni di nuoto e altri che si cimentano con quella tavola sulla quale si sta in piedi usando una pagaia
    Insomma, tutti fanno sport.
    🌊E finalmente vediamo anche il mare!
    Ci spostiamo poi verso la costa e iniziamo a seguire il lungomare, fermandoci nei vari spot fotografici.
    E qui finalmente possiamo fare quello per cui siamo venuti a Taiwan:
    foto, paesaggi e mare.
    Una sensazione meravigliosa.
    🍜 E arriva il momento più importante della giornata: mangiare!
    A pranzo andiamo in un locale del centro famoso per una delle specialità di Taitung: i Mi Taimu, gli spaghetti di riso tipici della zona.
    E già qui capiamo che la giornata di riposo non sarà esattamente una giornata di digiuno. 😂
    Ordiniamo gli spaghetti di riso accompagnati da pancetta, una salsa all’aceto e aglio e della carne scelta direttamente dal cuoco e consigliata come specialità.
    Insomma, il nostro corpo aveva bisogno di recuperare...le calorie!
    🛏️ Recupero atletico professionale
    Dopo pranzo torniamo in hotel e finalmente facciamo una cosa seria:
    DUE ORE DI RIPOSO. Letto. Silenzio. Riposo.
    Il nostro fisico probabilmente stava facendo una standing ovation. 😂
    📚 La libreria fotografica
    Nel pomeriggio usciamo di nuovo e andiamo a vedere una libreria molto bella.
    E ovviamente, visto che ormai abbiamo la macchina fotografica sempre pronta, facciamo un po’ di foto anche all’interno.
    Per qualche minuto sembriamo due persone colte e interessate alla letteratura.😂
    🎶 Music Tiewa Village
    Proseguiamo poi verso il Music Tiewa Village, che giriamo con calma.
    Saliamo anche fino al quarto piano, curiosiamo un po’ dappertutto e ci godiamo l’atmosfera del posto.
    Che meraviglia.
    🌙 E finalmente arriva il Night Market!
    Ma naturalmente una giornata così tranquilla non poteva finire senza il nostro appuntamento preferito:
    IL NIGHT MARKET!
    E qui ricominciamo seriamente a fare sport.
    Prima arrivano gli xiao long bao, i famosi ravioli cinesi ripieni.
    Poi, visto che evidentemente non avevamo ancora recuperato abbastanza calorie, prendiamo un calamaro fritto a testa.
    Io lo scelgo con salsa al miele e senape.
    Marika invece opta per la versione con cipolle e aglio.
    Perché va bene essere romantici, ma evidentemente bisogna anche mantenere una certa distanza di sicurezza. 😂
    🍩 E come ogni grande giornata di recupero… il dolce!
    E quando ormai pensavamo di essere sazi… NO.
    Troviamo un posto che prepara delle specie di brioche/dolci farciti e decidiamo, con grande spirito di sacrificio, di assaggiarne non una, non due… TRE.
    Una con il gelato, una con panna e Oreo e una con panna e Lotus.
    A questo punto non sappiamo più se siamo in vacanza o se stiamo partecipando a una gara internazionale di mangiate. 😂
    🎒 Domani si torna alla realtà
    Alla fine della serata torniamo in hotel e arriva il momento che nessuno dei due aspettava veramente:
    PREPARARE DI NUOVO LE BORSE DELLE BICI. Perché sì… Il giorno di riposo è finito.
    Domani si torna a pedalare. 🚴‍♂️🚴‍♀️
    Dopo una giornata intera senza bicicletta, senza salite e senza Garmin, siamo pronti a ricominciare.
    Domani si riparte.
    Le gambe forse sono riposate.
    Lo stomaco decisamente no. 🇹🇼🚴‍♂️💪
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  • Taitung - Yuli

    8月23日, 台湾 ⋅ 🌧 26 °C

    🌧️ Giorno 12 – Quando Taiwan decide di lavarci direttamente dalla bici
    Sveglia alle 6:30 e colazione da A Bao, giusto per iniziare la giornata con un po’ di calma e, soprattutto, con l’illusione che forse oggi sarebbe stata una giornata normale.
    Illusione durata circa tre minuti. 😂
    Finita la colazione, ci prepariamo, saliamo sulle bici e… DILUVIO UNIVERSALE! 🌧️🌧️🌧️
    Non una semplice pioggia. Non un acquazzone. Una roba da fine del mondo. Rispetto ai giorni scorsi, quelli che ci sembravano dei temporali, oggi erano praticamente giornate da spiaggia! 😂
    Partiamo comunque da Taitung direzione Yuli, perché ormai abbiamo sviluppato quella particolare forma di follia che ci fa pensare: “Piove talmente tanto che tanto vale pedalare.”
    Per i primi 50 chilometri troviamo anche un po’ di dislivello, giusto per rendere il tutto ancora più divertente. L’acqua cade così forte che quando prendiamo le discese le gocce fanno male sulla faccia e sulle braccia come piccoli pallini di piombo. Gli occhiali diventano praticamente inutili, la visibilità è prossima allo zero e la strada è un susseguirsi di pozzanghere e tratti mezzi allagati.
    Insomma: non stavamo pedalando… stavamo facendo rafting con le biciclette. 🚴‍♂️🌊
    Arriviamo nella zona della famosa Mr. Brown Avenue, a Chishang, una delle strade più fotografate di Taiwan: una lunghissima strada che attraversa le risaie, con le montagne sullo sfondo e il celebre albero diventato famoso grazie alle pubblicità. Un paesaggio normalmente da cartolina, con le risaie verdi, l’albero solitario e le montagne che fanno da cornice.
    Normalmente.
    Oggi invece la cartolina sarebbe stata intitolata:
    “Mr. Brown Avenue – edizione monsonica.” 😂
    Di fotografie ovviamente nemmeno l’ombra: tirare fuori il cellulare sotto quella pioggia avrebbe significato probabilmente trasformarlo in un costoso fermacarte. Abbiamo quindi fatto solo qualche ripresa con la DJI, e poi via, immediatamente al coperto!
    Arriviamo a Chishang, città famosa anche per i suoi bento, i tipici pasti confezionati che qui sono diventati leggendari anche grazie alla tradizione dei bento venduti sui treni. 🍱
    Io scelgo un bento con il maiale, Marika quello con il pollo, e aggiungiamo anche del tofu.
    E qui arriva la sorpresa: tofu buonissimo, con un sapore particolare che a me ricorda quasi… la cannella! Una roba stranissima, ma davvero buona.
    Mangiamo, ci asciughiamo alla bell’e meglio e ripartiamo.
    Naturalmente… sotto la stessa identica quantità d’acqua. 🌧️😂
    Ormai eravamo talmente bagnati che non aveva più senso cercare di evitare la pioggia. A quel punto potevamo tranquillamente pedalare anche dentro una piscina.
    Arriviamo finalmente a Yuli e raggiungiamo la nostra sistemazione: non è un hotel, ma una vera e propria casa/guest house.
    Alle 14:15 ci danno la stanza e qui arriva il premio della giornata: la camera più bella della casa, tutta vetrata! 😍
    E soprattutto…
    🚿 DOCCIA CALDA.
    Dopo una mattinata passata sotto il diluvio, quella doccia aveva lo stesso valore di una sorgente termale a cinque stelle.
    Ci sistemiamo, ci asciughiamo e finalmente possiamo dedicarci alle cose serie: organizziamo i treni dei prossimi giorni, sistemiamo i percorsi, controlliamo gli orari e prepariamo tutto il programma per continuare il nostro giro.
    Alle 18:30 scendiamo nella guest house per cena.
    E indovinate cosa mangiamo?
    BENTO! 🍱😂
    Io pollo fritto, buonissimo, mentre Marika prende quello con il maiale.
    Praticamente abbiamo fatto il cambio della formazione rispetto a mezzogiorno: io ho preso quello di Marika e Marika il mio.
    Ma la vera sorpresa arriva dal giardino della casa: ci servono della papaya coltivata direttamente lì.
    E ragazzi… una cosa spettacolare! 🥭
    Dolce, profumata, succosa. Altro che frutta del supermercato.
    Poi arrivano anche due banane, portate, se abbiamo capito bene, dalla fidanzata del fratello della proprietaria.
    A questo punto siamo ufficialmente nutriti, asciutti, organizzati e pronti per la fase finale della giornata: LETTO. 🛏️
    Buonanotte da Yuli. 🌧️🇹🇼
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  • Yuli-Hualien

    8月24日, 台湾 ⋅ 🌧 23 °C

    Giorno 13– Da Yuli a Hualien: 90 km d’acqua, un’anatra e una cena discutibile 🦆🌧️
    Stamattina ci svegliamo a Yuli e, prima ancora di mettere le gambe in movimento, ci aspetta una sorpresa: la nostra padrona di casa ci ha preparato una colazione che sembra più un banchetto di famiglia che una semplice colazione da guesthouse.
    La casa è bellissima e, anche se noi siamo praticamente gli unici ospiti, dentro c’è una quantità di gente che non riusciamo bene a identificare. C’è Vicky, il fratello, la mamma, il papà e poi altre persone che continuano ad apparire dal nulla. Non abbiamo capito bene chi fossero, ma ormai abbiamo deciso che fanno tutti parte della famiglia… o almeno del comitato di accoglienza. 😂
    E mentre facciamo colazione c’è anche un altro membro della famiglia che gira tranquillamente per casa: un’anatra! 🦆
    L’anatra segue una delle persone che continua a giocare con lei, come se fosse un cagnolino. Una scena talmente surreale che per un attimo ci chiediamo se siamo ancora a Taiwan o se abbiamo sbagliato guesthouse e siamo finiti direttamente in una fattoria.
    La colazione è davvero abbondante. Ci portano un panino con dentro della carne, buonissimo, una specie di frittella di pasta saltata in padella, probabilmente con olio e burro, dei funghi che ci lasciano un po’ perplessi e una melanzana che, diciamo, non entra nella nostra classifica dei piatti imperdibili.
    Poi arriva la frutta del loro giardino: papaya e dragon fruit rosso. Quella invece è sempre una certezza: spettacolare.
    La padrona di casa ci racconta che durante la notte c’è stato un temporale fortissimo.
    Noi guardiamo fuori e già piove parecchio.
    Alle 8:30, comunque, si parte.
    E bastano pochi minuti per capire che il temporale della notte non è stato proprio una pioggerellina.
    Le strade sono piene di rami, foglie, terra e detriti. Quella subito sotto la guesthouse è praticamente diventata un fiume. E noi, con una certa dose di incoscienza e un’altra buona dose di rassegnazione, ci infiliamo dentro.
    Da lì in avanti saranno 90 chilometri di acqua.
    Piove praticamente per tutto il viaggio. Le strade sono spesso allagate e il telefono continua a mandarci notifiche di maltempo: allerta gialla, allerta rossa… praticamente il cellulare cerca in tutti i modi di convincerci a tornare indietro.
    Ma ormai siamo partiti.
    E quindi pedaliamo.
    Arriviamo a Ruizui, dove ci fermiamo per una pausa e proviamo il famoso latte con il tè. Buonissimo.
    Io, invece, provo la cioccolata.
    E qui arriva la delusione.
    La fanno anche con l’acqua e quindi quella che dovrebbe essere una bella cioccolata diventa una specie di lontana parente della cioccolata italiana.😂
    Ripartiamo e arriviamo a Guangfu, dove facciamo tappa alla Sugar Factory.
    Qui succede una cosa curiosa: prima compriamo un gelato in un negozio pensando che fosse quello il posto dove prendere il gelato famoso. Poi scopriamo che no… il gelato si compra direttamente nel posto dove lo producono.
    E allora, visto che siamo già lì, ne prendiamo un altro.
    Gelato alla vaniglia con tuorlo d’uovo crudo sopra.
    Sì, avete letto bene.
    Un tuorlo d’uovo direttamente sul gelato.
    La prima reazione è abbastanza simile a: “Ma siamo sicuri?”
    Poi lo assaggiamo. E incredibilmente è buonissimo.
    Ci sono anche uvetta e arachidi e il risultato è davvero particolare. Ancora una volta Taiwan ci dimostra che le combinazioni che a noi sembrano impossibili, qui funzionano perfettamente.
    Dopo il gelato ripartiamo.
    Passiamo dietro alla città, attraversando una zona molto bella, fatta di campi, piccole case e strade tranquille. Per qualche chilometro ci godiamo anche il paesaggio, nonostante la pioggia.
    Poi torniamo sulla strada principale e continuiamo verso Hualien.
    Quando mancano circa 20 chilometri, arriva il momento del rifornimento strategico.
    7-Eleven.
    I nostri fedeli triangolini di riso e un toast ai quattro formaggi.
    Ormai il 7-Eleven è diventato praticamente una tappa ufficiale del nostro Tour de Taiwan.
    Gli ultimi 20 chilometri, però, sono quelli più duri.
    La pioggia aumenta ancora. Non è più semplicemente “piove forte”.
    È proprio acqua a secchiate.
    Continuiamo a pedalare, completamente bagnati, cercando di arrivare alla destinazione senza trasformarci definitivamente in due anfibi.
    E finalmente, dopo 90 chilometri, eccoci a Hualien.
    Arriviamo in hotel fradici, stanchi ma contenti di aver portato a casa anche questa giornata.
    Doccia, un attimo di riposo… e poi finalmente usciamo per andare al night market, che doveva essere uno dei più famosi di Taiwan.
    Doveva. Perché probabilmente anche le bancarelle hanno ricevuto le stesse allerte meteo che abbiamo ricevuto noi.
    Con tutta quella pioggia, infatti, troviamo pochissime bancarelle aperte. Facciamo un giro, guardiamo qua e là, ma sinceramente non c’è niente che ci ispiri particolarmente.
    A quel punto decidiamo che forse non è proprio la serata giusta per rischiare una cena improvvisata.
    E quindi… ristorante giapponese. 🍣
    Ordiniamo un bel sashimi, del sushi con la pancia del salmone, due bei piatti di udon e poi Marika decide di scegliere una cosa fritta.
    E qui arriva il disastro della serata.
    Non sappiamo esattamente cosa fosse quella roba fritta, ma una cosa la sappiamo con assoluta certezza: faceva veramente cagare il cazzo. Menomale il resto era buonissimo.
    E così finisce la nostra giornata.
    Domani uscita per cercare di avvistare balene e altri cetacei.
    Sperando, magari, che il cielo abbia finalmente finito l’acqua.🤞🏻
    🇹🇼🚴‍♂️🌧️🦆
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