Roskilde - tra navi vichinghe
3. april 2025, Danmark ⋅ ☀️ 9 °C
Roskilde assunse notevole importanza dalla fine del X secolo, quando il vichingo Aroldo Denteazzurro la scelse come luogo dove edificare la prima chiesa cristiana della regione. L'edificio fu costruito in legno nel 980 e, 46 anni dopo, fu riedificato in pietra. La leggenda narra che questo avvenne per volere di una donna, di nome Estrid, legata a questo luogo perché il marito venne assassinato al suo interno, dopo una combattuta partita a scacchi…
Roskilde fu per alcuni secoli capitale della Danimarca; solo nel XV secolo la capitale danese divenne Copenaghen. Roskilde perse così d'importanza ed un incendio che la distrusse quasi totalmente nel 1443 completò il suo declino.
In una bellissima giornata di primavera, con sole splendente e temperature che sono arrivate a ben 17 gradi (...), abbiamo visitato la città.
La mattina ci siamo concentrati sul Museo delle navi vichinghe, mentre nel pomeriggio abbiamo passeggiato nel centro storico.
Al Vikingeskibmuseet è possibile ammirare ciò che è emerso di 5 navi vichinghe fatte affondare, in difesa della città, e poi ritrovate nel fiordo.
Le imbarcazioni risalgono all’XI secolo quando, in un canale a 20 km da qui, i Vichinghi fecero colare a picco le 5 navi per prevenire un attacco militare alla città, creando così una vera barriera sottomarina.
Nel 1962 il loro ritrovamento permise agli archeologi di riportarne alla luce i resti. Le imbarcazioni sono di tipologie differenti: due sono navi da guerra, una è un mercantile adatto alle traversate oceaniche, vi sono poi un mercantile costiero ed un peschereccio. Nel museo sono state ricostruite ed associate ai loro modellini che fanno comprendere com’erano all’origine. Un filmato spiega la loro storia e le operazioni di recupero, illustrando anche il viaggio di prova fino a Dublino dopo la ricostruzione.
All’esterno del museo sono esposte anche altri rifacimenti di imbarcazioni originali dell’epoca vichinga. Vi è poi una falegnameria specializzata nelle tecniche dell’epoca.
Per noi amanti del mare e della navigazione a vela questo museo è stato una piacevolissima scoperta che ha soddisfatto appieno le nostre aspettative.
Nel pomeriggio abbiamo attraversato Byparken, un bellissimo e gigantesco parco alle porte della città, per recarci verso il centro. Qui abbiamo attraversato piazza Stendertorvet, la piazza principale di Roskilde, percorrendo l’isola pedonale piena di negozi e bancarelle.
Questa piazza è particolare perché di forma quadrata ed è estremamente versatile nel suo utilizzo: piazza del mercato in alcuni giorni, parcheggio in altri, luogo che ospita eventi in altri ancora. Non dimentichiamo che proprio qui, in estate, si svolge il più importante Festival Rock scandinavo.
Camminando per il centro, siamo arrivati alla cattedrale; la visita dell'interno sarebbe stata a pagamento...abbiamo declinato, accontentandoci di immagini di repertorio per qualche suo aspetto significativo (come il sarcofago della regina Margherita I e la Cappella dei re Magi, voluta da re Cristiano I).
Soddisfatti della nostra passeggiata in città, siamo ritornati verso Byparken e ci siamo concessi un mega gelato (naturalmente diviso con Snoopy) godendoci il sole sulle panchine in mezzo al verde.Les mer
Castello di Frederiksborg (Hillerod)
4. april 2025, Danmark ⋅ ⛅ 10 °C
Continuiamo il nostro itinerario in Danimarca, godendo ancora di bellissime giornate di sole e di temperature primaverili, oltre che di scarsissima presenza di turisti (che non è poco!).
Giornata di oggi dedicata a due castelli importanti: quello di Frederiksborg e quello di Kronborg. Per non appesantire le spese e per non lasciare Snoopy troppo tempo da solo, ci siamo suddivisi le visite: io ho visto il primo questa mattina, Antonio il secondo nel pomeriggio.
Il castello di Frederiksborg fu costruito nel XVII secolo, in stile rinascimentale olandese, da re Cristiano IV per esaltare il suo potere.
Subì un incendio devastante nel 1859 dopo il quale venne ricostruito da J.C. Jacobsen, fondatore della Carlsberg (ricordate la birra?…)
Dal 1878 il castello ospita il Museo di Storia Nazionale.
Il tour del museo permette di ammirare una settantina di magnifiche stanze che rappresentano 500 anni di storia danese, illustrata da ritratti, dipinti, arredi, tappezzeria ed arte decorativa. Difficile non soffermarsi anche ad osservare i soffitti dei diversi ambienti, ricchi di stucchi, decorazioni ed affreschi. In ogni stanza si respirano centinaia di anni di storia, anche attraverso i ritratti dei suoi protagonisti, osservando i quali sembra di sfogliare un gigantesco album di famiglia…
Notevoli, fra le altre, la Sala dei cavalieri e la Cappella dell’incoronazione.
Quest’ultima risale al 1617 e, fortunatamente, non fu intaccata dall’incendio del XIX secolo. Le stanze si articolano su tre livelli diversi, collegati da strette scale a chiocciola. Il regnanti non si scomodavano però a percorrerle, visto che potevano usufruire di una poltrona fornita di elevatore, una vera modernità per l’epoca!
Dal castello si accede al giardino barocco ed al romantico giardino all’inglese che rappresentano due diverse concezioni della natura: il primo incarna l’ideale del XVIII secolo (lo sforzo dell’uomo di dominare la natura) mentre il secondo esprime la ricerca del naturale tipica del XIX secolo.
Nel giardino barocco si trova anche il Badsrueslot di re Federico II che viene occasionalmente utilizzato dalla famiglia reale per i pranzi di caccia.
Passeggiando in questi giardini sconfinati abbiamo provato ad immaginarceli ancora più belli, fra un paio di mesi, in piena fioritura…Les mer
Castello di Kronborg (Elsinore)
4. april 2025, Danmark ⋅ ☁️ 11 °C
Nel pomeriggio ci siamo diretti ad Elsinore per visitare Kronborg (detto "castello di Amleto" perché qui Shakespeare ambientò la sua tragedia).
Edificato nel 1420, è stato più volte raso al suolo e ricostruito.
In origine, questa posizione (strategicamente importante sul Sound) era occupata da una fortificazione più antica chiamata Krogen. Re Federico II la fece ricostruire, trasformandola in un magnifico castello rinascimentale, ribattezzato Kronborg.
La storia racconta che, nel 1572, Federico II sposò Sophie di Meclemburgo. Dopo i festeggiamenti nuziali, la coppia visitò Krogen con degli amici.
Subito dopo, il re scrisse ai suoi maestri costruttori commissionando la ristrutturazione della vecchia fortezza come regalo per la sua amatissima moglie. Allora il sovrano aveva 38 anni (la consorte ne aveva 15) e pare volesse addirittura chiamare il castello "Sophienborg"...
Tutte le navi che transitavano nel Mar Baltico dovevano pagare un pedaggio al castello; per questo Elsinore era all'epoca una delle città più importanti d’Europa.
Kromborg è noto come “il castello di Amleto” in quanto Shakespeare lo scelse come ambientazione per il suo capolavoro; tra i tanti misteri che circondano la figura del leggendario scrittore vi è però il dubbio se mai abbia visitato questo maniero…
Ogni anno, comunque, Kronborg viene utilizzato anche per rappresentazioni teatrali delle più famose opere di Shakespeare, messe in scena da compagnie locali ed internazionali.
Nelle catacombe del castello la statua in pietra di Ogier il Danese, mitico protagonista della leggenda che lo riguarda: il gigante dorme qui avvolto nella sua lunga barba ma, se la Danimarca si trovasse in pericolo, si alzerebbe dal suo trono di pietra per difenderla!
In passato esistevano numerose varianti locali della storia di Holger il Danese. Fu solo grazie alle fiabe di H. C. Andersen che il personaggio divenne associato in modo univoco al castello di Kronborg. Nel 1907 lo scultore H. P. Pedersen-Dan realizzò la famosa statua di Holger Danske, che oggi può essere ammirata nelle casamatte del castello.
Conclusa anche questa visita, abbiamo fatto una camminata per il porto e lungo i moli per ritrovare alcune statue caratteristiche di questa città di mare.
Han, detto anche “il sirenetto” (considerato un possibile “fidanzato” della più famosa sirenetta di Copenaghen), Ercole e Idra (raffigura il combattimento fra il serpente mitologico ed Ercole), il Pesce di Immondizia (destinato a sensibilizzare sui problemi ambientali) e Operai del cantiere (di fronte al museo navale, rappresenta gli operai al lavoro con i loro strumenti).
Ormeggiati alle banchine anche una nave faro ed un peschereccio a vapore ancora funzionante.
Molto bello anche l’edificio della Stazione Ferroviaria, color rosso bordeaux.
Una passeggiata in centro ci ha permesso di concludere nella maniera migliore anche questo pomeriggio. Domani visiteremo Copenaghen.Les mer
Copenaghen … e poi la Svezia
5. april 2025, Danmark ⋅ ☀️ 5 °C
Oggi ultima tappa in Danimarca, dedicata alla capitale. Primo viaggio in metropolitana per Snoopy e più di 11 km percorsi a piedi per godercela proprio tutta. Bella giornata di sole ma più freddo del solito, soprattutto a causa del vento costante.
Nostra prima meta: la Sirenetta, simbolo di Copenaghen, con foto di rito.
A seguire una passeggiata sul Kastellet, antica fortificazione militare della città, costruita, come parte dei bastioni, da Cristiano IV a partire dal 1624.
Danneggiata durante l’assedio svedese di Copenaghen, fu poi ricostruita sotto il dominio di Federico III nel 1660. Oggi ospita la sede del Ministero della Difesa danese. Kastellet ha una particolarissima pianta a stella, circondata da un fossato. Il complesso ospita edifici dal colore rosso, la chiesa di St. Alban, un mulino a vento ed i cinque bastioni.
Ci siamo poi diretti al Palazzo Reale, chiamato Castello Reale di Amalienborg, la residenza dei sovrani, formato da quattro edifici indipendenti in stile rococò che si affacciano sulla piazza. Per raggiungerlo siamo passati di fronte alla Chiesa di Frederiks. La sua architettura barocca e la sua cupola, alta 31 metri, sono inconfondibili: il colore e la forma ne fanno un elemento distintivo molto forte che richiama il Pantheon di Roma. Viene detta Marmorkirken grazie al marmo delle sue pareti.
Arrivati nella grande piazza del palazzo reale, con al centro la statua equestre di Federico V, abbiamo assistito al cambio di postazione delle guardie del re, che avviene ogni due ore. Il cambio della guardia invece si svolge a mezzogiorno. Siamo anche stati cortesemente ripresi da una delle guardie perché, in mancanza di panchine, avevamo osato sederci sui gradini di uno degli edifici reali…
Successivamente ci siamo recati a Nyhavn, il particolarissimo quartiere del vecchio porto. Il nome Copenaghen deriva da un antico vocabolo che significa “ porto di mercanti” e Nyhavn era appunto uno degli approdi per i commercianti del mare.
Fra barche ormeggiate (in gran parte riproduzione di antiche imbarcazioni), case dalle facciate colorate, bar e ristoranti, ci siamo concessi una gustosissima (e più che salata per il portafoglio…) Danish breakfast che comunque ha sostituito il pranzo.
Continuando la nostra passeggiata, ci siamo ritrovati nei pressi del Castello di Rosenborg. Costruito 400 anni fa, questo castello rinascimentale custodisce al suo interno i gioielli della corona, che possono essere indossati esclusivamente dalla regina e solo quando si trova nei confini del Paese.
Un bel parco circonda il castello e qui Snoopy ha tentato di pescare delle carpe nei laghetti reali, divertendo non pochi turisti.
Siamo quindi arrivati alla Torre rotonda (XVII secolo): il più antico fra gli osservatori astronomici europei ancora in funzione. Anziché le scale, ha al suo interno una rampa a spirale perché un tempo i cavalli trainavano i carri carichi di libri fino alla sua biblioteca all’ultimo piano.
Proseguendo la nostra visita alla città, abbiamo raggiunto Stroget, la via dello shopping e successivamente Christiania, il “quartiere libero” di Copenaghen. Nato negli anni ‘70 come esperimento sociale: una comunità hippy aveva occupato una vecchia fabbrica in disuso stabilendovisi e creando una cittadella in cui si aveva diritto gratuito alla casa e non si pagavano le tasse. Oggi è diventato un punto di richiamo per il turismo in quanto molto colorato e pieno di murales. Pare che tutt'oggi chi ci vive non paghi per la stanza o l’abitazione, quindi i locali si liberano solo alla morte dei residenti. Cartelli al suo interno indicano chiaramente che sono vietate le auto, le armi e le droghe pesanti pertanto, anche se molto folkloristico, non si può considerare un luogo poco sicuro.
Conclusa la nostra lunghissima passeggiata, abbiamo ripreso il metro per rientrare in camper. Conserveremo di questa città e della Danimarca intera un bel ricordo. Domani ci prendiamo un giorno di pausa e dopodomani saremo in Svezia.Les mer
Malmö … e siamo in Svezia
7. april 2025, Sverige ⋅ ⛅ 6 °C
Dopo avere trascorso la giornata di ieri fra relax (passeggiate sulla spiaggia), cucina (nuova scorta di pancake per colazione) e pulizie varie (riconciliazione con le lavanderie automatiche danesi, avendone trovata una moderna ed economica), oggi abbiamo attraversato il ponte di Oresund (più di 100€ di pedaggio…) e siamo entrati in Svezia.
Prima tappa: Malmo, città fra l’antico ed il moderno, terza in Svezia per numero di abitanti.
Il grattacielo più alto della nazione, il Turning Torso (191 metri, 54 piani) con una struttura elicoidale molto innovativa, una fortezza rinascimentale, un centro storico con palazzi del 1500 ed una chiesa luterana del 1319 in stile gotico…Un contrasto che non stona ma caratterizza sicuramente questa città.
Abbiamo trovato parcheggio proprio vicino alla fortezza, non bella esteticamente ma parte della storia della città. Si tratta del castello rinascimentale più antico della Scandinavia, posseduto in modo altalenante da danesi e svedesi (purtroppo oggi non visitabile...).
Ci siamo diretti subito verso il centro, attraversando due piazze: prima Lilla Torg, la più piccola e caratteristica, con strada di ciottoli e case colorate medievali; subito dopo Stortoget, la grande piazza più antica (1536), con al centro la statua equestre di re Carlo X Gustavo di Svezia, e vari palazzi in stile rinascimentale, fra cui il Municipio e la storica farmacia Apotek Lejonet ancora funzionante.
Una breve passeggiata ci ha permesso di raggiungere San Pietro, chiesa del XIV secolo, dalla torre alta più di 100 metri e dall'interno bianchissimo con decorazioni barocche ed una bellissima cappella, quella dei Mercanti, con affreschi medievali.
Conclusa la nostra visita, ci siamo diretti verso Lund.Les mer
Da Lund a Ystad
7. april 2025, Sverige ⋅ ☁️ 10 °C
Lund, fondata dai danesi intorno al 990, è la seconda città più antica della Svezia. La sua cattedrale, la Domkirka è del 1145 e conserva al suo interno un orologio astronomico del XV secolo, uno dei tre unici funzionanti esistenti in Europa. Anche la cripta ci ha colpito particolarmente: due raffigurazioni in bassorilievo, abbracciate a due colonne, rappresentano Finn il costruttore (gigante legato a leggende su questa chiesa, da alcuni interpretato come Sansone) e sua moglie.
Usciti dalla cattedrale, abbiamo attraversato il parco dell’Università, dove si trovano edifici accademici ed il Museo di Storia.
Per raggiungere la nostra tappa successiva, Ystad, nella quale trascorreremo anche la notte, ci siamo diretti verso il mare. Sosta vicino al porto turistico, (con corsa libera sulla spiaggia per Snoopy) e camminata nelle vie del centro. Aneddoto personale: nei primi 15 giorni di questa nostra vacanza sono riuscita a perdere ben due berretti…entro un un negozio per cercarne uno e mi rispondono che “non è più stagione”…
Ci domandiamo perché, allora, tutti i ristorantini in riva al mare siano ancora chiusi… Questione di punti di vista…Les mer
Ales Stenar : megalitico a forma di nave
8. april 2025, Sverige ⋅ ☀️ 7 °C
Poco lontano da Ystad, abbiamo oggi scoperto uno "Stonehenge svedese": Ales Stenar (Pietre di Ale).
Si tratta di un monumento funerario megalitico che pare risalga al 600 d.C. (età del ferro nordica), costituito da 59 grandi blocchi di pietra arenaria, disposti in modo da rappresentare il profilo di una nave vichinga lunga 67 metri. La prua dell'imbarcazione indicherebbe il punto in cui il sole sorge nel solstizio d’estate, mentre la poppa quello in cui il sole tramonta durante il solstizio d’inverno. Qui potrebbe esservi sepolto il capo vichingo Ale.
Lo abbiamo raggiunto percorrendo con il camper un tratto sterrato e poi a piedi poche centinaia di metri. Ci ha colpito il fatto che il sito non fosse citato nelle guide turistiche (avevamo trovato l’informazione, preparando in viaggio, in un blog di camperisti che condividevano esperienze) pur meritando senza dubbio attenzione, anche per la fruibilità del luogo e per la sua particolarità.
Siamo riusciti anche a fare qualche foto dall’alto con il drone per conservare le immagini che permettono di distinguere meglio la forma della nave.
Tanta emozione, come sempre, durante il nostro cammino fra le pietre!
Curiosità: documentandoci successivamente abbiamo scoperto che alcuni studiosi non concordano sulla datazione, ritenendo il sito ancora più antico (1400 a.C. - età del bronzo). Vi sono anche pareri differenti sulla sua funzione (calendario solare, tomba monumentale o luogo rituale).Les mer
Karlskrona: museo navale Svedese
8. april 2025, Sverige ⋅ ☀️ 9 °C
Da Ales Stenar ci siamo trasferiti a Karlskrona
Lungo il percorso insoliti (almeno per noi…) cartelli stradali avvertivano del “pericolo attraversamento alci”… non ne abbiamo visti, per ora…
Fondata nel 1680 come base navale per la Marina Reale Svedese, oggi Karlskrona è patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Abbiamo parcheggiato proprio di fronte al Bastione Aurora, storica fortificazione completata intorno al 1704, utilizzata (oltre che a scopo militare) anche come ospedale in diversi periodi, oggi sede di eventi culturali.
Da qui abbiamo proseguito per il Museo Navale.
IL Marinmuseum porta i visitatori nel cuore della storia marittima svedese, con la sua collezione di modelli di navi, attrezzature navali e documenti storici. Al suo interno si cammina fra testimonianze della vita in mare (negli anni passati) e della storia della marina svedese (in particolare durante la guerra fredda, essendo questa regione la più vicina all’Estonia, allora territorio russo). Particolarità di questo museo: il tunnel subacqueo (che offre una vista ravvicinata dei relitti conservati sul fondo del Mar Baltico), una replica a grandezza naturale di una galea svedese e un sottomarino visitabile.
All’esterno del museo, ormeggiate: una nave cacciamine (in attività per sminamento negli anni successivi la guerra mondiale), una torpediniera e un veliero scuola. Vicino al museo una falegnameria navale in funzione.
Conclusa la visita, ci siamo diretti verso il centro cittadino.
Piazza Stortorget è una delle più grandi della Svezia e simboleggia il prestigio della città come centro navale del XVIII secolo. Intorno alla piazza edifici imponenti, tutti di colore giallo (tinta che caratterizza molte costruzioni di questo centro) fra i quali le due chiese: la Fredriskyrkan (1744, perfetto esempio di barocco svedese) e la Trefaldighetskyrkan (opera neoclassica che si distingue per la sua maestosa cupola). La prima delle due è famosa anche per i racconti legati ai marinai che qui si raccoglievano in preghiera prima di affrontare lunghi viaggi. Tornando verso il camper, un’altra chiesa (quella dell’Ammiragliato) anch’essa giallo ocra.
La sera sostiamo in un piccolo paradiso: paesino in riva al Baltico circondato da oasi naturale.Les mer
Kalmar
9. april 2025, Sverige ⋅ ☁️ 8 °C
Ci siamo svegliati questa mattina circondati da coniglietti saltellanti che hanno fatto agitare non poco Snoopy…
Conclusa la colazione a base di pancake, abbiamo lasciato (un po’ a malincuore) l’oasi di pace in mezzo alla natura che ci ha generosamente ospitato, per raggiungere la città di Kalmar.
Qui siamo riusciti a trovare una sosta fronte mare, carina ed economica, pertanto ci fermeremo anche stanotte per varcare domani il ponte che ci porterà all’isola di Oland.
Kalmar è la città svedese più antica: fu fondata nel XII secolo e le mura della città vecchia sono ancora ben conservate; durante il Medioevo il suo porto era il più importante della Svezia. Oggi, oltre ad essere un polo industriale, è una città universitaria ed un centro culturale, ospitando un museo di arte moderna.
Nel 1397 il trattato di Unione di Kalmar, tra Svezia, Danimarca e Norvegia, rese la Regina Margherita I di Danimarca monarca di tutta la Scandinavia.
La Svezia lasciò l’Unione nel 1520, quando si rese indipendente.
Il Kalmar Slott è considerato uno dei quattro principali castelli svedesi. Risale al 1160 ma la sua torre è stata espansa fino al secolo successivo. Grazie alla sua posizione venne soprannominato “la chiave della Svezia”. Magnus III Ladulas, detto “riccioli d’oro”, ne ampliò la planimetria, mentre re Gustavo I di Vasa (e i suoi successori) lo trasformarono da fortezza medievale a castello rinascimentale. Dopo poco divenne la dimora preferita dei re di Svezia.
Una curiosità, riguardante la stanza del re Erik: la sua rivalità con il fratello Johan lo spinse a costruire cunicoli e passaggi segreti nel gabinetto...
Purtroppo in questo periodo il castello è visitabile solo di sabato e domenica, pertanto ci siamo dovuti accontentare di una passeggiata attorno alle mura e nel parco circostante. Varcato il ponte abbiamo potuto percorrere anche un tratto all’interno delle mura e vedere le cucine, dove una scolaresca stava svolgendo un laboratorio.
Ci siamo poi spostati verso il centro storico. Quando il vecchio borgo medievale non potè più essere difeso dagli antichi rivali danesi, una nuova città venne costruita in quello che oggi è un quartiere: il Kvarnholmen. Qui troviamo la cattedrale barocca, il Teatro, l’ex Municipio (ora divenuto un Hotel), le mura fortificate, i bastioni, le strade lastricate, le case in pietra del XVII secolo.
Come sempre abbiamo apprezzato la totale assenza di turisti, anche se oggi la città ci è sembrata eccessivamente vuota ed i locali (aperti ma privi di avventori) ci hanno trasmesso un po’ un senso di decadenza…
Ritornando verso la riva del mare, allestito negli stabilimenti di un mulino a vapore nei pressi del porto, si trova il Kalmar Lans Museum, dove viene conservato il tesoro della Kronan, nave affondata nel XVII secolo; non gli abbiamo dedicato una visita, essendo circoscritto alla storia locale.
Conclusa la nostra passeggiata, vista la giornata gradevole, ci siamo rilassati in riva al mare. Abbiamo notato che su tutto il lungomare sono stati posizionati punti di sosta adatti a tutte le età: piccole foche in pietra per i più piccoli, panchine in legno adatte a tutti, vere e proprie panchine-sdraio per chi apprezza le comodità…Come in tutte le città svedesi, anche qui abbiamo trovato ordine, pulizia e grande attenzione per l’ambiente. Perfino i lampioni che illuminano le strade utilizzano lampadine al sodio a basso consumo energetico. Le auto sono in prevalenza elettriche.
Nota di colore: dopo avere perduto un berretto a settimana, oggi sono riuscita a procurarmene tre per ben 4 € in tutto. Un negozio, con esposto già l’abbigliamento estivo, aveva un cesto con la merce invernale in occasione ed ho colto al volo l’opportunità!Les mer
Due giorni nell’Isola di Oland
10. april 2025, Sverige ⋅ ☁️ 2 °C
Ieri ed oggi abbiamo percorso in lungo e in largo questa bellissima isola, alla scoperta di castelli in rovina, boschi incantati e tumuli funerari (sui quali si narrano superstiziose leggende), mulini a vento (il nome dell’isola che richiama l’Olanda forse ha un suo perché…).
Varcato il lungo ponte che collega Kalmar all’isola (6 km, incredibilmente gratuiti perché già ammortizzata la spesa !) ieri mattina ci siamo ritrovati in mezzo alla natura: piccoli paeselli di case colorate in legno, con prevalenza del rosso mattone (ma non solo), strade assolutamente prive di traffico, possibilità di sosta gratuita, anche notturna, insomma un vero paradiso! L’isola si caratterizza, fra l’altro, per la quantità di mulini esistenti: dei 2000 anticamente presenti, oggi ne sopravvivono circa 400, infatti è impossibile percorrere una strada senza incrociarne più di uno. Alcuni sono posizionati in serie (di 3 o di 5) e si tratta di mulini “a ceppo”, visto che il loro alloggiamento può essere girato sul telaio. Sono quasi tutti in buona condizione, anche se non più in uso. Raramente sono stati ristrutturati e trasformati in abitazione.
Un’altra caratteristica dell’isola di Oland è la presenza di castelli in rovina.
Il primo che abbiamo visto è quello di Borgholm. Si tratta del più grande castello in rovina dell’Europa settentrionale ed è ben conservato. Costruito probabilmente nel 1281 per volere di re Magnus Ladulas, colpito nei secoli successivi da più di un incendio, fu poi abbandonato agli inizi del Settecento. Nei primi anni dell’800 ospitò anche una tintoria. La sua struttura esagonale è ben visibile nella foto che siamo riusciti a fare con il drone.
Non lontano da Borgholm Slott, si trova Palazzo Solliden, residenza estiva della famiglia reale svedese. Abbiamo raggiunto il cancello di entrata, dal quale si intravede la villa immersa nel verde. Il parco è accessibile al pubblico solo da maggio, pertanto ci siamo scaricati da internet un paio di immagini per preservarne il ricordo.
Successivamente abbiamo fatto due passi nella cittadina di Borgholm.
Nella piazza principale la chiesa si distingue per il suo colore giallo acceso; sempre in piazza due grandi gallinacei realizzati con la paglia sponsorizzavano un prossimo evento veramente singolare. Un cartello spiegava: “Il gallo Borg ha una fidanzata; che nome avrà la gallina? Vieni il 12/4 in piazza a proporre un nome, salsicce alla griglia offerte a chi partecipa!”
Che dire? Peccato non poter essere qui…
A proposito di cibo, si era fatta ormai ora di pranzo e ci siamo quindi fermati in un ristorante orientale che proponeva una frittura di scampi fritti invitante ad un prezzo accettabile.
Dopo l’ottima degustazione, ci aspettava la Trollskogen (foresta dei troll)…
Una foresta che fa parte di una riserva naturale nella quale, a causa del vento e di altri eventi atmosferici, gli alberi hanno assunto forme bizzarre, talvolta somiglianti a creature fantastiche. Ne abbiamo fotografato qualcuno di veramente singolare! Nel tratto del bosco che costeggia il mare anche un relitto spiaggiato: ciò che resta di una goletta affondata nel 1926, durante una burrasca, mentre ritornava in Germania dalle isole Aland.
Con una sosta, ed una passeggiata fra mare e laguna per raggiungere il faro più a nord dell’isola, si è conclusa la nostra prima giornata.
Lungo il percorso ci ha veramente stupito notare un allevamento di cammelli! Abbiamo scoperto che l’Omoga Kamelranch è un’attività che offre ai turisti la possibilità di escursioni a dorso di cammello (che in Svezia non è cosa proprio comune…) oltre a vendere prodotti artigianali realizzati con la pelle delle bestiole ( scarpe, borse…)
Abbiamo trascorso la notte in area sosta gratuita in mezzo al verde, assolutamente soli!
Per la giornata di oggi abbiamo scelto un altro tipo di percorso che ci ha permesso di vedere altre rovine di antichi castelli e tumuli funerari preistorici presenti sul territorio, oltre che di completare il giro dell’isola apprezzandone le bellezze paesaggistiche e le particolarità dei suoi residenti.
Attraversando i paesi, ad esempio, abbiamo notato che (probabilmente per agevolare i portalettere) le cassette della posta vengono raggruppate sulla via principale. Le case nei paesi sono in gran parte costruite in legno e sempre molto colorate. Sembra quasi di trovarsi di fronte a cittadine costruite con i mattoncini della Lego!
Una curiosità sulle attività commerciali dell’isola: famosa la sua coltivazione dei fagioli marroni (bruna bonor) che risale al 1650. Pare che il clima ed il terreno sabbioso siano molto favorevoli alla crescita di questi legumi.
Tornando ai castelli in rovina ne abbiamo visti tre: due che constano di ciò che rimane della struttura originale ed uno ricostruito a beneficio dei turisti.
Ismantorp: fortezza circolare , datata fra il 300 ed il 600 d.C., presenta i resti di 95 abitazioni e di 9 misteriose porte. Grazie al drone ne abbiamo potuto ammirare la conformazione dall’alto.
Anche nel caso di Graborg il drone ci è venuto in aiuto, permettendoci di vedere il più grande forte circolare di tutta la Svezia. La sua cinta muraria, ripetutamente saccheggiata nel corso dei secoli, è lunga ben 640 metri!
Ekertop è più facile da comprendere perché ricostruito come un tipico villaggio fortificato medievale. Tra il IV e l’VIII secolo ospitò una comunità di quasi 200 persone.
Siamo arrivati quindi all’antica necropoli di Gettlinge. Comprende tumuli funerari, monoliti, cerchi di pietre e pietre disposte a forma di nave, risalenti ad un periodo che va dall’Età della Pietra all’Età del Ferro.
Ultima tappa: Mysinge Hog. Si tratta del più grande tumulo funerario di Oland, probabilmente dell’Età del Bronzo. Dalla cima si può vedere l’intero sito, che si estende per oltre 2 km. Su questo luogo vi sono molte leggende legate alle superstizioni locali e tramandate dai contadini che abitavano la zona (fantasmi, troll, elfi e cani dalla bocca sputa fuoco…); gli archeologi hanno ritrovato più di una tomba con resti umani e suppellettili legate a riti funerari.
Conclusa la nostra esplorazione dell’isola, siamo ritornati a Kalmar da dove, domani, ci muoveremo verso Nord.Les mer
Norrkoping
12. april 2025, Sverige ⋅ ⛅ 10 °C
Per interrompere il tragitto da Kalmar a Stoccolma, che ci avrebbe obbligato ad una tratta di oltre 400 km, abbiamo fatto una breve sosta a Norrkoping. Lungo il percorso abbiamo notato il cambiamento nel paesaggio, con aumento di colline e boschi. In tre ore di viaggio, infatti, abbiamo visto ben quattro caprioli!
Il destino industriale di Norkoping iniziò a prendere forma nel XVII secolo, ma decollò in pieno alla fine dell’800 quando, lungo il corso del fiume Motala, sorsero numerosi stabilimenti tessili.
In breve tempo il polo industriale giunse a produrre il 70% dei tessuti svedesi; l’ultima fabbrica ha cessato l’attività negli anni ‘70 del secolo scorso.
Grazie alle menti creative del design svedese, gli stabilimenti dismessi sono risorti dando vita ad una serie di spazi all’avanguardia, appartamenti stile loft, bar e ristoranti alla moda, centri tecnologici e sedi universitarie.
Due musei raccontano la storia della città ed il lavoro operaio a quell’epoca.
Camminando fra le strutture delle ex fabbriche se ne respira l’essenza.
In Piazza Vecchia un monumento a Louis de Geer (industriale olandese) ricorda l’uomo che diede il via alla fortuna della città.
Vista la parte più caratteristica, ci siamo incamminati per il centro, attraversando giardini pubblici ben curati, con ruscelli e papere, alberi in fiore ed un sole discreto che ci ha fatto assaporare la primavera.
Rientrati in camper ci siamo trasferiti a Lindo: porticciolo alla fine di un fiordo dove abbiamo pranzato e fatto una camminata sul molo (qui una ragazza, molto probabilmente nordica, prendeva già il sole in costume da bagno…).
Domani Stoccolma!Les mer
Stoccolma
13. april 2025, Sverige ⋅ ☀️ 10 °C
Abbiamo dedicato la nostra domenica alla capitale della Svezia, apprezzandola al meglio grazie alla bellissima giornata di sole.
Trattandosi di una città molto grande, abbiamo dovuto fare delle scelte sui percorsi e sulle visite, seguendo come sempre i nostri interessi, curiosità ed istinto. Come in altri casi ci siamo suddivisi le entrate a pagamento per non gravare troppo sul budget e per assicurare compagnia al “quattrozampe” che non è gradito nei musei.
Siamo stati fortunati nel trovare subito parcheggio nei pressi del porto; ci siamo poi chiesti dove abbiano fermato i mezzi tutti i turisti incontrati in città, visto che la nostra zona sosta è rimasta vuota per tutto il giorno!
La passeggiata verso il centro storico ci ha permesso di ammirare i numerosi palazzi del lungo mare, fra i quali si distinguono il Teatro Reale Drammatico, Casa Sager (residenza del Primo Ministro svedese), il Museo Nazionale, il Parlamento e, naturalmente, il Palazzo Reale. A quest’ultimo abbiamo dedicato la mattina, visitandolo all’interno. Dopo uno sguardo alla bellissima Cappella Reale, mi sono inoltrata nei sotterranei del palazzo che custodiscono i Gioielli della Corona. Una serie di preziosissimi oggetti (corone, spade, diademi e spille…) che rappresentano il simbolo della monarchia svedese e vengono oggi utilizzati solamente in occasione di matrimoni, battesimi e funerali, visto che l’ultima incoronazione in cui ebbero ruolo risale al 1907.
Subito dopo ho percorso le numerose stanze degli appartamenti reali, soffermandomi particolarmente nella Galleria Carlo XI: realizzata in tardo barocco svedese, ispirandosi alla Galleria degli Specchi di Versailles, viene utilizzata per cene ufficiali con circa 170 invitati. È preceduta dalla sala Mar Bianco nella quale, in occasione dei banchetti, il re e la regina ricevono gli ospiti prima di farli accomodare.
Particolare anche il Salotto Don Chisciotte, dove la carta da parati riporta immagini relative al capolavoro di Cervantes.
Spettacolare la Sala del Trono per la sua vastità; una foto di repertorio la mostra arredata con tavole da pranzo in occasione del 70 esimo compleanno del Re (nel 2016). Curiosa (perché fuori dal contesto storico per l’arredamento stile IKEA) la sala dell’anniversario di re Carlo XVI Gustavo, realizzata nel 2001 in occasione del giubileo 25*
Concluse le mie visite, abbiamo passeggiato per il centro incontrando sulla nostra strada la Cattedrale ed il Palazzo del Nobel.
Ci siamo poi seduti in un locale che proponeva degustazioni tipiche ed abbiamo apprezzato assaggi di aringhe proposte in diverse ricette. Occasione speciale anche per Snoopy che ha avuto una sua ciotola con del cibo, essendo il gestore del locale appassionato di cani!
Nel pomeriggio Antonio ha visitato il Museo Vasa che porta il nome della nave affondata il 10 agosto del 1628, proprio nel porto di Stoccolma, durante il suo viaggio inaugurale.
Commissionata nel 1625 dal re Gustavo II Adolfo, nelle sue intenzioni avrebbe dovuto resistere alle cannonate e ai venti contrari: 53 metri di altezza, 68 di lunghezza, 6 vele, 64 cannoni e circa 150 marinai per governarla. Tutt’attorno al vascello c’erano più di 1000 sculture finemente decorate, a simboleggiare la volontà di potenza di una nazione che, nonostante il decennale impegno su più fronti di guerra (Russia, Polonia e Germania), era riuscita, grazie all’audacia del suo giovane sovrano, ad accrescere i propri domini.
Qualcosa però andò storto e furono sufficienti due forti folate di vento a compromettere la statica della nave che presto cominciò ad imbarcare acqua dai portelli aperti dei cannoni. Fu una catastrofe! Persero la vita tra le 30 e le 50 persone e la maestosa nave da guerra si inabissò miseramente.
L’imponente vascello è stato recuperato dal fondo marino dopo 333 anni ed è oggi la nave del XVII secolo meglio conservata nel mondo.
Sicuramente Stoccolma vanta Musei ed attrazioni da noi non visitate ma che meriterebbero menzione, uno fra tutti il Museo di Arte moderna che è fra i più importanti in Europa…; non tutti sanno però che un museo è stato dedicato anche al complesso musicale degli Abba. In occasione del matrimonio della principessa Vittoria (primogenita ed attuale erede al trono) gli Abba furono fra gli invitati e composero per quella occasione “Dancing Queen”.
Per concludere possiamo dire che Stoccolma ci è piaciuta ed ha soddisfatto le nostre aspettative sotto tutti i punti di vista!
Domani si prosegue verso Nord.Les mer
Sigtuna: città più antica della Svezia
14. april 2025, Sverige ⋅ ⛅ 10 °C
Questa notte è piovuto ma stamattina ci siamo nuovamente svegliati con il sole e le temperature in giornata sono arrivate ai 15 gradi, tanto che, durante una sosta per fare carburante, uno svedese ci ha detto sorridendo “ È proprio estate!”. La nostra risposta è stata: “ Per voi forse si…”
Comunque tempo gradevole che ci ha permesso di visitare due città molto diverse.
In mattinata: Sigtuna, la città più antica di tutta la Svezia, fondata nel 980 d.C. dal re Erik Segersäll (Erik il Vittorioso) per dare inizio "ad un nuovo regno, governato da un unico re e da un unico Dio". I Cristiani erano ormai giunti anche in Scandinavia per cristianizzare questa parte del mondo allora remota. Sigtuna è stata per molto tempo il centro politico e religioso svedese, grazie alla sua posizione strategica, essendo bagnata dal lago Mälaren.
Dai documenti e dai ritrovamenti giunti fino a noi, si sa che aveva rapporti commerciali con i Bizantini, i Russi, i Polacchi, con l’Ucraina e con i popoli del Medio Oriente, divenendo (intorno all’anno 1000 d.C) una città cosmopolita. Non c’è da stupirsi se, intorno all’anno 995 d.C., per volontà del re Olof Skötkonung (figlio del fondatore della città) furono coniate qui le prime monete svedesi.
Camminando per la via principale, siamo andati alla scoperta delle rovine di antiche chiese medievali (tre sopravvissute delle sette presenti in origine) e di ancor più antiche pietre con iscrizioni runiche, presenti un po’ ovunque lungo le vie del centro.
Altra particolarità: il vecchio Municipio (del 1744) che potrebbe essere il più piccolo di tutta la Svezia. Un tempo si riunivano in Municipio il sindaco e da due a quattro consiglieri; inoltre si incontravano qui i membri del tribunale comunale che si pronunciava anche in caso di cause penali. Solo gli uomini proprietari di casa avevano diritto di voto e quelli ricchi avevano più voti dei meno abbienti. In Svezia il voto alle donne fu concesso solo nel 1921. Nonostante ciò, non tutti potevano votare: questo diritto non spettava ai prigionieri, ai poveri e ai rom.
Oltre alla sala del Consiglio, il Municipio aveva una sala delle guardie ed una prigione. Due celle: una per gli uomini ed una per le donne.
A sinistra della porta del Municipio c’è una persiana che si può sollevare; dietro si può girare un pannello che scopre un gancio…un tempo vi era appesa una chiave. Ci siamo chiesti a cosa servisse e lo abbiamo scoperto...
In passato vi erano un città molte taverne. Capitava che alcuni bevessero troppo ed avessero bisogno di smaltire l’alcool con un buon sonno. Potevano quindi servirsi della chiave per aprire la porta e chiudersi in municipio per la notte.
Sul retro del municipio invece c’è un piccolo sportello da dove il water veniva svuotato dal fondo della prigione.
Alla fine del XVIII secolo la città contava circa 500 abitanti impegnati in vari mestieri. La piazza principale è stata il fulcro della vita cittadina fino al XX secolo. Le strade provenienti da Uppsala e Stoccolma entravano nella piazza e qui si fermavano taxi e autobus.Les mer
Upsala
14. april 2025, Sverige ⋅ 🌬 14 °C
Nel pomeriggio abbiamo visitato la quarta città svedese in ordine di grandezza, anche questa fra le più antiche della Svezia.
La sua Cattedrale, consacrata nel 1435, dopo quasi due secoli di lavori, è la più grande presente in Scandinavia. Questo edificio ha fatto la storia non solo della città, ma di tutto il Paese, essendo stato luogo di incoronazioni (tra cui quella di Gustav Vasa) e sede arcivescovile della Svezia. Al suo interno si trovano la tomba di Carlo Linneo (importante botanico del 1700 che ha inventato la moderna classificazione scientifica degli esseri viventi) e la Cappella Vasa, con la tomba del primo re di questa dinastia sepolto con la famiglia.
Un altro palazzo in questa città è ricco di storia: Carolina Rediviva. Costruito tra il 1817 e il 1841, ospita al suo interno un tesoro prezioso: la biblioteca universitaria che è la più antica e grande raccolta di libri del Nord, con più di 5 milioni di manoscritti conservati. La biblioteca è stata fondata nel 1620 dal re Gustavo II Adolfo, primo donatore di una raccolta di libri. Il più famoso manoscritto qui conservato è la Bibbia d’Argento, che risale al V secolo d.C. ed è patrimonio UNESCO. Si tratta di un testo scritto nell’ormai estinta lingua gotica che ha un valore inestimabile per la ricerca linguistica e culturale.
Concludendo la nostra passeggiata, abbiamo raggiunto il castello.
Costruito da re Gustav Vasa nel 1549, è stato protagonista di alcuni degli eventi storici svedesi più importanti, come ad esempio l’abdicazione della regina Cristina di Svezia, avvenuta nella sala del trono nel 1654.
Esteticamente lo abbiamo trovato piuttosto brutto, pur essendo una ricostruzione (l’edificio originale fu distrutto da un incendio nel 1702).
Di fronte al castello la campana storica, fusa nel 1588 e donata alla chiesa del castello dalla regina Gunilla, moglie del re Giovanni III.
Ritornando verso il camper, lungo il fiume Fyrisån che attraversa la città, siamo passati di fronte agli istituti universitari.
Domani ci trasferiamo a Falun per visitare le miniere di rame.Les mer
Falun e la miniera di rame
15. april 2025, Sverige ⋅ ☁️ 6 °C
Siamo arrivati a Falun di prima mattina e, avendo prenotato la visita alle miniere nel primo pomeriggio, ci siamo fatti una passeggiata in centro.
Niente da segnalare: città abbastanza anonima, senza una sua spiccata personalità, anche se ordinata e pulita come ormai siamo abituati a vedere da queste parti. Unica nota di colore: un monumento al gufo reale che sollecita la sua protezione, essendo volatile a rischio di estinzione.
Durante la nostra sosta notturna al lago avevamo sentito i versi di alcuni gufi (o civette?) ma non possiamo affermare con certezza che fossero reali… non avendoli visti.
Il giorno prima una volpe sgattaiolava nel bosco sotto i nostri occhi, mentre oggi per strada abbiamo intravisto una lepre bianca che ci ha confermato che siamo proprio al Nord!
Altra conferma ci è venuta dal panorama al nostro risveglio: prato gelato e nebbia che celava il lago (durante la notte il termometro è sceso sotto lo zero). Per fortuna in poco tempo é ritornato il sole e le temperature si sono leggermente rialzate.
L’importanza e la ricchezza della città di Falun dipende principalmente dal fatto che un tempo qui si estraevano ben due terzi del rame di tutto il mondo. La storica miniera di rame di Falu koppargruva è una delle più grandi e famose nel mondo ed è stata proclamata Patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO nel 2001.
Abbiamo partecipato alla visita guidata lasciando per questa volta Snoopy "a guardia del camper".
Parcheggio gratuito (pagamento previsto solo da giugno) a pochi passi dall’ingresso, dove ci hanno consegnato caschetto e mantellina protettivi. Abbiamo percorso con il gruppo qualche chilometro, inoltrandoci nei cunicoli scavati dai minatori, a 60 metri sottoterra, mentre la guida ci leggeva commenti di altri visitatori, ci raccontava il duro lavoro che si svolgeva nel periodo in cui la miniera era in funzione, arricchendo la storia con qualche leggenda o aneddoto storico.
Prima di partire, ad esempio, la nostra guida ha bussato tre volte all’entrata per chiedere il permesso alla Dama Bianca. Secondo la tradizione popolare si tratta di una figura spettrale che apparirebbe nelle gallerie della miniera. Si dice che si presenti come presagio di morte o incidente, spesso poco prima di un crollo o di un’esplosione. Chi la vede dovrebbe abbandonare immediatamente la miniera ma non a tutti appare: si mostra solo a pochi eletti. Alle persone che avevano lavorato con sacrificio, comportandosi onestamente, appariva anche ad indicare minerali e ricchezze; a chi invece era stato avido e irrispettoso la sua apparizione poteva essere cattivo presagio. Tuttora le guide locali portano rispetto alla sua figura, descrivendola eterea e silenziosa, vestita di bianco, che si muove fra i corridoi bui senza lasciare traccia…
Una delle storie più toccanti legate a questa leggenda risale al 1677, quando un giovane minatore scomparve durante un crollo. Il suo corpo fu ritrovato solo 42 anni dopo, perfettamente conservato, quasi mummificato dai sali di rame. Quando venne riportato in superficie, fu riconosciuto da una donna anziana come il suo fidanzato scomparso decenni prima. La storia divenne simbolo romantico e tragico legato alla Dama Bianca che da allora fu considerata una sorta di spirito guardiano, forse l’anima della donna in attesa o la personificazione del destino ineluttabile della miniera.
Aneddoto storico interessante: nel 1687 una gran parte della miniera crollò ma non ci furono vittime perché il fatto avvenne in un giorno di festa quando nessuno lavorava.
Verso la fine della visita, la guida ci ha spiegato il legame fra il simbolo del capricorno e i minatori. Il capricorno è un segno zodiacale di Terra, quindi legato alla costanza, alla fatica ed al lavoro nei luoghi nascosti, proprio come quello dei minatori. Governato da Saturno, rappresenta l’ascesa lenta ma solida: si lavora duramente, si scava ma si raggiunge alla fine qualcosa di prezioso. In alchimia il capricorno è associato a trasformazioni profonde, alla materia grezza che si raffina, proprio come il rame di Falun.
La miniera di Falun ha chiuso la sua attività nel 1992, dopo oltre 1000 anni di estrazione continua di rame ed altri minerali.
Soddisfatti della visita, ed anche di essere risaliti in superficie, abbiamo deciso di fermarci qui per la notte… protetti dalla Dama Bianca!Les mer
Enviken - Njutanger - Ornskoldsvik
17. april 2025, Sverige ⋅ ⛅ 10 °C
Dopo una notte trascorsa tranquillamente presso la miniera di Falun, abbiamo deciso di prenderci un paio di giorni di pausa dalle città per rilassarci in natura e dedicarci alle pulizie generali.
Cercando una lavanderia automatica, ci siamo resi conto che qui in Svezia non è così scontato trovarne...Abbiamo scoperto che esistono solo nelle grosse città o in qualche campeggio, visto che gli svedesi non ne fanno grande uso. Frequentemente i condomini hanno un locale lavanderia comune a disposizione dei residenti in modo che, chi non possieda lavatrice ed asciugatrice, possa servirsene.
Ieri abbiamo fatto due tappe: la prima a Enviken, per una passeggiata nei pressi di un lago ghiacciato, la seconda a Njutanger per la sosta notturna, in un porticciolo alla fine di un fiordo.
Qui, camminando con Snoopy, ci siamo documentati sulla storia locale.
Nel XIII secolo Magnus Ladulas decise che i pescatori di Njutanger “avrebbero potuto riscuotere denaro dalla vendita delle aringhe in barca”. Intorno al 1550 fu invece concesso ai pescatori di Gavle "il privilegio di pescare aringhe lungo la costa del Norrland". Di conseguenza, iniziarono a crescere e svilupparsi nella zona villaggi di pescatori costieri.
Alla fine del XVI secolo in questa zona si trovavano delle cave ed un allevamento di anguille di proprietà della corona. Ma la pesca non era l’unica attività di questo territorio. Prima dell’apertura del mulino di Iggesund (nel 1685) c’erano molte piccole segherie che spedivano legname da Njutanger; da qui provenivano anche lino e catrame destinati alla Marina svedese.
Nel 1797 il governatore della contea comunicò d'avere fondato una fucina domestica dotata di maglio ad ariete e di avere ottenuto i privilegi sia per per la forgiatura di chiodi che per la produzione d manufatti.
Nel 1876 Snackmor divenne un punto di carico ufficiale con diritti portuali. Dalla fine del XIX secolo fino a buona parte del XX l’esportazione fu massiccia. Comprendeva non solo i “puntelli” (supporti minerari) che venivano spediti nelle miniere di carbone in Inghilterra, ma anche materiali realizzati in mattone ed in ferro battuto. Un esempio dell’impatto umano sul paesaggio nel fiordo di Njutanger è la piccola isola di Kyrkbyharet, creata in gran parte dalla zavorra scaricata dalle imbarcazioni attraccate nel porto di Snackmor.
Nel 1909 fu costruita una centrale elettrica che rimase in funzione fino al 2017.
Durante passeggiata ci siamo imbattuti anche nei resti (macchina a vapore ed elica) del rimorchiatore Swea: varato nel 1888, svolgeva il suo servizio rimorchiando le chiatte di legname dalla segheria ai porti di carico. Tra il 1917 e il 1920 fu venduto e si dice che il nuovo proprietario, evidentemente inesperto delle macchine a vapore, lo abbia fatto affondare al momento di partire aprendo per errore una delle valvole dello scafo!
Nell’ottobre del 1906 una violenta tempesta di neve fece colare a picco il galeone Njutanger Enigheten, che navigava lungo costa per vendere ceramiche. L’equipaggio di tre uomini perì nell’affondamento. Un abitante del luogo (Johan Sundqvist) recuperò l’ancora del relitto che rimase sulla riva del fiume fino al 1912 quando, una forte alluvione la seppellì nel fango. Fu ritrovata dopo 25 anni dallo stesso Johan e da suo figlio!
Da Njutanger ci siamo diretti verso Ornskoldsvik, dove un’area sosta camper offriva il servizio di lavanderia. All'arrivo, con nostra sorpresa, abbiamo scoperto che è gestita da italiani, così la sera, dopo una passeggiata in paese, ci siamo gustati anche un’ottima pizza! Oltre che gentili e simpatici, i nostri connazionali offrono il tutto a prezzi assolutamente concorrenziali, tenendo conto della regione in cui siamo. Ci hanno anche raccontato di avere come cliente abituale una signora che vive da sola nel bosco...(dove evidentemente non è così semplice fare il bucato...).Les mer
Ostersund: tra storie e leggende
18. april 2025, Sverige ⋅ ☁️ 9 °C
Partiti da Ornskoldsvik in una mattinata nebbiosa e nuvolosa che prometteva pioggia, siamo arrivati alla nostra meta con un tiepido sole che faceva capolino fra le nuvole.
Ci siamo fermati in riva al lago (dove sosteremo anche la notte) incuranti delle leggende che lo descrivono come abitato da un mostro… Non si sa molto su questa creatura, a parte antiche iscrizioni runiche che descrivono “un essere gigantesco con la testa da gatto ed il corpo da serpente”. Nel 1894 alcuni intraprendenti hanno perfino fondato una "Associazione per la cattura del mostro", raccogliendo mappe dettagliate sui presunti avvistamenti e costruendo trappole ed armi per la sua caccia…
Leggende molto simili a quelle che riguardano il mostro di Lochness, insomma…
Ostersund ospita l'affascinante Museo Jamtli che raccoglie manufatti e documenti sulla cultura delle popolazioni originarie di questo territorio; in particolare vi sono esposti antichi arazzi vichinghi, tra i più antichi della Scandinavia, motivo essenziale della nostra visita a questa città.
All’interno anche una sezione dedicata alla foresta, alla sua storia come risorsa umana ed alle iniziative per preservarla. Inoltre una mostra d’arte che raccoglie opere realizzate con materiali naturali, come ad esempio il legno di betulla, con il quale l’artista Hagnestad Einar ha composto i suoi quadri, ispirati alla trilogia del Signore degli Anelli e ad altri miti e fiabe.
Molto interessante l’esposizione di manufatti e reperti: oggetti di vita quotidiana che vanno dai vestiti, agli strumenti da lavoro e per la caccia, alle stoviglie e mobilio per tende e case, fino a lettere e contratti, testi, oggetti religiosi e strumenti musicali. Molto belli i tappeti, i gioghi per le renne e le slitte (lavorati in legno e dipinti a mano), interessanti le informazioni sull’andamento delle annate agricole e sulle leggi per contrastare l’accattonaggio e l’ubriachezza molesta...
In conclusione, una frase ci ha colpito particolarmente, tratta dal Discorso del Capo Seattle all’uomo bianco del 1855: “Ogni parte di questa terra è sacra per il mio popolo. L’acqua scintillante dei ruscelli e dei fiumi è il sangue dei nostri antenati. L’aria stessa è preziosa. Ogni essere vivente ha un ruolo in ogni respiro: animali, alberi, esseri umani. Tutto è interconnesso”
Non possiamo che condividere!Les mer
Lago Storsjon: relax e passeggiate
19. april 2025, Sverige ⋅ ☁️ 8 °C
Dopo una notte passata in parcheggio camper lungo lago, circondati da norvegesi organizzatissimi (con tende da esterno per poter trascorrere serate all’aperto nel freddo nordico) non avendo avvistato alcun mostro del lago, ci siamo spostati per passeggiate esplorative.
Il tempo continua ad assisterci, nel senso che non è piovuto e verso metà mattina è comparso anche un pallido sole. Temperature accettabili, considerata la regione.
Attraverso strade sterrate (se no a cosa serve avere il 4x4?) ci siamo inoltrati nel bosco per una camminata lungo lago. Pochi chilometri, nei quali abbiamo anche potuto liberare Snoopy (sarebbe parco naturale, ma lui fa il bravo e corre a distanza ravvicinata…), ci hanno permesso di ammirare il bellissimo panorama, di verificare che l’acqua è gelida (nemmeno il peloso si azzarda a fare il bagno…) e di trovare poi (spostandoci nuovamente in camper) un’area in cui sostare nel pomeriggio e per la notte. Ci siamo chiesti come mai i norvegesi di cui sopra abbiano deciso di trascorrere la Pasqua in un parcheggio presso la città, avendo a disposizione cotanta natura incontaminata… non è dato saperlo!
Qui, poco dopo il nostro arrivo, un accogliente svedese (che abbiamo supposto essere coinvolto nella gestione del turismo nel territorio) ci fornisce diversi depliant informativi (dove acquistare la carne di alce, cosa vedere nella zona, eventi …) e garantisce che possiamo sostare senza costi e senza limiti e, volendo, anche pescare (utilizzando le barchette a disposizione).
Poco dopo, un giovanotto pesca tre bellissime trote; le pulisce seduta stante sfilettandole e ce ne offre una ad un prezzo assolutamente ragionevole.
Cena assicurata! (Più fresca e naturale di così…)
Domani ci attende il passo Flatruet, la strada più alta della Svezia, dove speriamo di incrociare qualche renna…La zona è famosa per i canyon di epoca glaciale e le pitture rupestri …Les mer
Flatruet: strada più alta della Svezia
20. april 2025, Sverige ⋅ ☁️ -1 °C
Domenica di Pasqua in natura: abbiamo percorso in camper la strada panoramica che porta da lago Storsjon a passo Flatruet, fra boschi, laghi ghiacciati e montagne innevate, per raggiungere la strada più alta della Svezia. Temperature dai 2 ai 5 gradi (durante la notte arriveremo a —6…), cielo dapprima nuvoloso, poi in schiarita. Sguardo attentissimo per avvistare la fauna locale: le guide promettevano renne, orsi, lupi e linci…niente di tutto questo ma, con nostra grande meraviglia, ci ha attraversato la strada un gallo cedrone! Tanto è stato lo stupore e l’agitazione di Snoopy che non abbiamo avuto modo di fotografarlo ma ne conserveremo il ricordo. Ormai nei nostri boschi è quasi impossibile vederne, essendo specie cacciata negli anni passati ed ora quasi in estinzione. Camminava aprendo e chiudendo la coda quasi esercitasse un rituale di accoppiamento… speriamo abbia trovato la sua compagna!
Arrivati a passo Flatruet, passeggiata sulla neve che Snoopy ha conosciuto per la prima volta: dopo qualche zampettata incerta e curiosa si è letteralmente scatenato! Gli lanciavamo palle di neve e lui tentava di prendere e, quando gli si disfacevano sul muso, scavava per terra inutilmente per ritrovarle! Sciatori di fondo, alcuni trainati da cani da slitta, qualche turista locale organizzato con tappeti di pelliccia per sedere comodamente sui cumuli di neve e... paesaggio polare…bellissimo, anche grazie a qualche raggio di sole.
Abbiamo ricordato le nostre ultime domeniche pasquali: solo tre anni fa cucinavamo frutti di mare sulla banchina a Porto San Felice dove, con Flavio e Susy (Snoopy ancora non era nato) trascorrevamo qualche giorno su Hemera, la nostra barca a vela (poi venduta per passare al camper)…la vita cambia, offrendo sempre nuove opportunità, a chi sa andarsele a cercare!Les mer
Siamo in Norvegia: Oslo
23. april 2025, Norge ⋅ ☁️ 11 °C
Subito dopo Pasqua eravamo già pronti a varcare la frontiera norvegese ma abbiamo dovuto attendere che aprisse un ambulatorio veterinario per far somministrare a Snoopy un antiparassitario esplicitamente richiesto per l’accesso dei cani in Norvegia.
Snoopy (come sempre negli ambulatori, contrariamente alla maggior parte degli animali) è stato molto collaborativo ed ha dimostrato di gradire le polpettine offerte per fargli ingoiare la medicina. Passate le 24 ore previste, abbiamo superato il confine e raggiunto Oslo.
Durante il percorso ben due galli cedroni, prima un altro maschio e poi una femmina, segno che la specie è più che presente in queste foreste. Non possiamo che esserne lieti!
Abbiamo prenotato due notti presso il campeggio Bogstad, in modo da avere il tempo di visitare la città e di fare le indispensabili pulizie generali.
Purtroppo il Museo delle navi vichinghe non è visitabile (chiuso per ristrutturazione dal 2021, prevista riapertura per il 2027… supponiamo intendano rifarlo da capo!!!) pertanto ci siamo concentrati su due aree di interesse, molto distanti fra loro, suddividendole nelle due giornate.
Il primo giorno ci siamo recati al Frognerparken, un bellissimo e gigantesco parco all’interno del quale si trova un’area dedicata allo scultore Gustav Vigeland, denominata per questo Vigelandpark.
In questa zona 212 sculture in bronzo ed un monolite in granito, tutte realizzate dal medesimo autore e che rappresentano le fasi dell’esistenza, la connessione fra le generazioni, l’ascesa verso l’alto, intesa come progresso spirituale e collettivo.
“La ruota della vita”, fra le più fotografate, nella quale i corpi di 4 adulti e 3 bambini si intrecciano; “La meridiana” che oltre alla sua funzione pratica, rappresenta lo scorrere del tempo e le fasi della vita; il Monolite e La Fontana sono forse le più significative, ma ogni opera ha un suo perché ed una sua interpretazione e sono veramente tante, bellissime e molto realistiche.
Il Monolite lascia senza fiato! Alto 14 metri, ricavato da un unico blocco di granito di 270 tonnellate (l’autore ci mise 14 anni a realizzarlo e lo scolpì direttamente sul posto dove oggi noi lo vediamo), costituito da 121 figure umane intrecciate, rappresenta l’eterna lotta dell’uomo per l’esistenza, la ricerca spirituale, il ciclo della vita. È circondato da altre statue che simboleggiano scene quotidiane di affetto, gioco, meditazione e conflitto.
Un’altra opera imponente è "La fontana", la cui acqua rappresenta la linfa vitale; ogni dettaglio racconta un frammento dell’esperienza umana, dalla nascita alla morte, descrivendo i rapporti tra le generazioni. Le formelle alla base illustrano scene di vita quotidiana: sogni, amore, dolore, riflessione…
Attraversando un ponte sopra un laghetto, ancora statue, fra queste ci ha colpito “Il bambino arrabbiato che pesta i piedi”: particolarmente espressiva e dai piedini lucidi perché toccati continuamente da chi ritiene portino fortuna.
Rientrando in camper, abbiamo attraversato un cimitero dove si trovano anche le tombe di personaggi famosi (fra i quali il drammaturgo Ibsen, originario proprio di Oslo) e di soldati del Commonwealth caduti in guerra.
Ci ha colpito la semplicità del luogo che infonde pace e serenità.
Belle anche la chiesa e la cappella presenti nel parco.
La mattina del secondo giorno abbiamo preso l’autobus che ci ha portati in centro città, dove abbiamo iniziato il nostro percorso dalla fortezza di Akershus. Si tratta di un castello medievale fatto edificare da re Haakon V verso la fine del 1200, in posizione strategica sul lato orientale del porto per proteggere la città. Vi sono sepolti diversi re norvegesi, fra cui lo stesso Haakon V, Olaf V e la principessa Marta di Svezia.
Di fronte alla fortezza un monumento a Franklin Roosevelt.
Poco sotto, nel parco, una singolare statua in bronzo, opera di un’artista britannica Laura Ford: GLORY GLORY WITH CRUTCHES (gloria gloria con le stampelle). Rappresenta una donna che torna dalla guerra con tutto il suo bagaglio, sia fisico che psicologico, costituito da grossi sacchi portati sulle spalle.
Proseguendo la nostra passeggiata siamo passati di fronte al Nobel Peace Center ed abbiamo poi raggiunto il modernissimo edificio del Teatro dell’Opera. Stupisce l’eleganza e la leggerezza della costruzione, nonostante la sua dimensione imponente.
Nelle acque del porto (dove un temerario osava fare il bagno in costume…) galleggia una costruzione singolare, opera di un’artista italiana (Monica Bonvicini): SHE LIES. Realizzata in acciaio e vetro, ruota attorno al proprio asse in corrispondenza delle maree, riflettendo immagini diverse a seconda della prospettiva e della luce. È un’interpretazione del dipinto Das Eismeer di C.D.Friedrich (1823-24) e si riferisce alle montagne di ghiaccio simbolo del Nord.
Successivamente, mentre Antonio e Snoopy mi aspettavano pazientemente, mi sono goduta la visita al Munch Museum. Fra i tanti dipinti dell’autore, anche molto diversi fra loro, ovviamente sono andata subito alla ricerca dell’Urlo, scoprendo che esistono tre versioni del famosissimo THE SCREAM. Un dipinto, un disegno ed una stampa, rinchiusi in teche, che vengono aperte a distanza di mezz'ora l’una dall’altra per preservare le opere dall’usura. Munch infatti realizzò tutte tre su carta, materiale molto deperibile. Strumenti appositi monitorano continuamente la quantità di luce, di calore, di umidità, di ossigeno che ricevono i dipinti per conservarli al meglio a beneficio delle generazioni future.
Fra le altre opere, interessanti quelle sul concetto di solitudine (a volte ci si sente più soli in mezzo a tanta gente…) e i nudi, per Munch espressione di totale libertà, quella alla quale aspira ogni essere umano.
Ai piani superiori del museo, oltre a mostre di altri artisti, una sala costruita appositamente per ospitare alcuni dei dipinti più grandi ed ambiziosi di Munch: il SOLE, la MONTAGNA DI PERSONE e i RICERCATORI.
All’ultimo piano (l’undicesimo) grandissime vetrate consentono di ammirare la città dall’alto.
Conclusa la visita, ci siamo presi una pausa per il pranzo e, alla ricerca di un locale "pet friendly", ci siamo ritrovati in un Pub irlandese! Mai scelta fu più azzeccata! Ottimo cibo e buona musica al riparo dal freddo!
Prima di rientrare abbiamo visitato la Cattedrale (apprezzandone gli affreschi all’interno) e visto da fuori (perché aperto al pubblico solo nei mesi estivi) il Palazzo Reale, con tanto di cambio della guardia. Siamo passati anche di fronte all’Università ed al Parlamento, attraversando un parco dove ci ha colpito particolarmente una fontana simile ad un soffione (si chiamano così quei fiori che da bambini ci divertivamo a soffiare?…)
Rientrando in camper, sempre con l’autobus, ci siamo sentiti stanchi ma molto soddisfatti delle due giornate ad Oslo. Soprattutto considerando che il meteo prometteva (giorni fa) pioggia e neve, mentre noi abbiamo trovato temperature freschine con cielo nuvoloso e, nel pomeriggio, anche un pallido sole!Les mer
Lindesnes fyr
25. april 2025, Norge ⋅ 🌬 9 °C
Partiti da Oslo di prima mattina, dopo una colazione in compagnia di un bellissimo picchio (stabilitosi proprio sull’albero a fianco del camper), ci siamo “sciroppati” più di 400 km per raggiungere il faro più a sud della Norvegia.
Qui trascorreremo anche la notte, visto che il pagamento della sosta comprende la visita al faro ed ai piccoli musei che lo circondano, ma soprattutto per poter godere del fantastico panorama anche al tramonto. Lungo la strada abbiamo osservato il cambiamento del paesaggio.
Siamo in Norvegia e si vede! Foreste, fiordi, colori molto intensi, accentuati dalla bellissima giornata di sole! Non vogliamo dirlo troppo ad alta voce ma il meteo è stato finora fin troppo generoso con noi….
Percorso effettuato quasi tutto in autostrada (quando ci arriverà il conto del telepass probabilmente piangeremo, ma non c’erano molte alternative…) ed all’arrivo un panorama da favola!
Il faro di Lindesnes è il primo della Norvegia e fu inaugurato il 27 febbraio 1656; è in funzione ininterrottamente dal 1725. Oggi, la gestione del faro è automatizzata e la stazione è stata formalmente chiusa nel 2003.
Da un punto di vista storico, la messa in sicurezza della rotta marittima lungo l'estesa costa norvegese, esposta alle intemperie, ha rappresentato una sfida nazionale di grande portata.
Solo nel periodo compreso tra il 1814 e il 1905 furono costruiti circa 200 fari presidiati tra Hvaler a sud e Finnmark a nord. Sebbene la tecnologia moderna abbia gradualmente sostituito le persone nei fari, gli edifici e le strutture continuano a rappresentare un importante promemoria dell'importanza della cultura marinara e costiera per lo sviluppo della Norvegia come nazione moderna.
Il faro è circondato da piccoli edifici (adibiti ora a musei) e da bunker utilizzati nell’ultima guerra. C’è anche la casa del guardiano, che ancora esiste e può essere contattato se lo si desidera.
Nei musei: la storia e le immagini di questo e degli altri fari norvegesi e il racconto dell’affondamento della nave da guerra tedesca Palatia, colpita da un siluro inglese nel 1942. Perirono nell’incidente 995 persone (in gran parte prigionieri di guerra russi) mentre ne sopravvissero 233. Il relitto giace sul fondo del fiordo; ne sono stati recuperati solo alcuni oggetti, fra cui la campana, un salvagente ed una caffettiera.
Dopo la passeggiata intorno al faro, non ci siamo fatti mancare la salita fino alla sua cima (nonostante il vento abbastanza sostenuto) per ammirare il panorama circostante…ora aspettiamo il tramonto…
Curiosità: la traduzione letterale di Lindesnes è “dove il paese affonda nel mare”…
È proprio in questo punto che lo Skaggerak e il Mare del Nord si fondono completamente.Les mer
Preikestolen - PulpitRock
27. april 2025, Norge ⋅ ☁️ 6 °C
Lasciatoci alle spalle Lindesnes Fyr (dove una saltellante lepre artica grigia e bianca ci ha dato il buongiorno, facendo letteralmente impazzire Snoopy...) abbiamo attraversato il piccolo paesino sul mare con i suoi ricoveri per barche a forma di casetta. Breve sosta a Flekkefjord: case bianchissime e festoni di bandierine triangolari colorate fatte all’uncinetto che decorano le vie, oltre a qualche bel murales; kayak e canoe che percorrono il fiordo, pochissime persone…
Proseguendo verso Jorpeland, abbiamo attraversato la galleria sottomarina Ryfylketunnelen: lunga 14,5 km, profonda 290 metri, è una delle gallerie subacquee più lunghe e più profonde al mondo, scopriremo dopo quanto ci è costata…
Sosta a Jorpeland in riva al mare per poter affrontare, il giorno successivo, la Preikestolen: camminata in montagna che permette di raggiungere Pulpit Rock. Quasi 9 km in tutto con dislivello intorno ai 450 metri, tratti più o meno impegnativi. Abbiamo deciso di anticipare di un giorno il programma, viste le previsioni; percorrerla con la pioggia sarebbe stato impossibile perché troppo pericoloso...fortunatamente meteo clemente! Ci siamo incamminati di prima mattina e durante la discesa è sbucato anche un pallido sole che ha permesso a Snoopy di fare un bagno nelle acque gelide di un laghetto.
Ma torniamo alla salita: impresa non da poco, che siamo molto orgogliosi di avere portato a termine e che ci ha ripagati con begli scorci durante il percorso ed un panorama mozzafiato su in cima. Pulpit Rock si trova a circa 850 metri di altitudine: è uno strapiombo di circa 650 metri dal quale si può ammirare tutta la vallata circostante, con laghi, fiordi e rilievi boschivi. Quando siamo arrivati noi, uno dei laghi e parte del terreno sottostante erano coperti dalle nuvole che poi si sono dissolte rivelando l’intero paesaggio. Foto e filmati, che come sempre rendono solo in parte la magnificenza della natura, riflessioni su quanto ci si senta piccoli fra fenomeni così giganteschi e poi… la discesa, non meno impegnativa del percorso di andata. Rientrati in camper, dopo circa 5 ore, abbiamo degustato con piacere salmone affumicato e brindato con vino bianco commentando ancora la camminata. Ricorderemo sicuramente questa esperienza significativa.
Il giorno successivo prevista pioggia, quindi (alla ricerca di una sosta gratuita dove poterci prendere una pausa) abbiamo percorso un bel po’ di chilometri lungo i tornanti di questo territorio così particolare. Fino a pochi anni fa, in Norvegia, si poteva sostare in libera in ogni luogo che non riportasse un esplicito divieto; poi (a causa dei comportamenti inappropriati di alcuni campeggiatori, irrispettosi della natura e delle persone) molte di queste aree sono state chiuse: grossi massi, catene o cartelli ne vietano esplicitamente l’accesso ed i parcheggi permessi sono spesso a pagamento con cifre abbastanza alte, anche se si tratta di aree prive di servizi, in mezzo al nulla e spesso lungo la strada. Dopo numerosi tentativi, abbiamo trovato un’opportunità sulla riva di un lago, dalla quale ci siamo tenuti ben distanti visto che le sue acque stanno salendo…Les mer
La strada delle cascate
28. april 2025, Norge ⋅ 🌧 5 °C
Trascorse una notte ed una mattinata sotto la pioggia in riva ad un lago, celato da nuvole e nebbia, al primo cenno di cambio meteo ci siamo rimessi in marcia per raggiungere due famose cascate. Eravamo a conoscenza del fatto che le due tappe da noi programmate ci avrebbero offerto spettacoli della natura indescrivibili, ma non ci aspettavamo certo quello che abbiamo ammirato durante il percorso. Lungo la strada, tutta tornanti e gallerie, da un lato pareti altissime di rocce lavorate e rese lisce dalle acque, dall’altro fiumi quasi in piena e dalla corrente impetuosa e poi... cascate, cascate ovunque! Grandi e piccoli torrenti in caduta dall’alto, spettacolari fontane naturali persino direttamente sulla strada, a volte frenate dalle reti anti frane poste sui fianchi delle montagne o convogliate in appositi condotti per evitare che ostacolino il traffico sulle carreggiate.
Durante la strada ci è capitato di attraversare veri e propri muri d’acqua!
Il paesaggio ci ha riportato alla mente (ed al cuore…) alcuni scenari del film "Il signore degli anelli", anche se sappiamo che è stato girato altrove.
Foto a volontà che, come sempre, non rispecchieranno completamente la realtà ma ci aiuteranno a ricordare…
Tappa non prevista: Flesefossen. Poi le due che avevamo in programma: prima Latefossen poi Voringfossen. Fra queste ultime una cascata nei pressi di Odda e un paese (Roldal) dalle case singolari con tetti che sembrano veri e propri prati (li avevamo già notati altrove durante il viaggio).
Che dire… dopo l’esperienza a Preikestolen, anche la giornata di oggi ci ha confermato che la natura è stupenda, ha in sé una forza ed una potenza che vanno amate, rispettate, preservate, a beneficio nostro e delle generazioni future.Les mer
Bergen sotto la pioggia
29. april 2025, Norge ⋅ ☁️ 10 °C
Lasciate le cascate di Voringfossen, siamo arrivati a Bergen, seconda città della Norvegia in termini di grandezza ma che conserva il fascino e la piacevole atmosfera della cittadina di provincia, con le sue case abbarbicate alla montagna, i vecchi edifici in legno e le stradine strette gremite di caffè e negozi.
Bergen è anche conosciuta con diversi soprannomi:
- “ la porta dei fiordi” o “la città dei sette fiordi” perché ne è letteralmente circondata (e due sono i più lunghi della Norvegia)
- “ città dei sette colli”, perché le abitazioni letteralmente si aggrappano alle sette colline sulle quali si sviluppa
- “città della pioggia”, perché è anche una delle città più piovose della Norvegia, con oltre 200 giorni di pioggia all’anno. Oggi non si è smentita e noi l’abbiamo visitata sotto una pioggerellina sottile che non ci ha più di tanto disturbato, vista la temperatura mite. Se fossimo arrivati un giorno dopo, forse ci sarebbe stato un po’ di sole, ma avremmo probabilmente visto una Bergen insolita…
Dall’area camper, con la metro, abbiamo raggiunto il centro e ci siamo trovati subito nella zona del porto con il suo caratteristico mercato del pesce.
Luogo d’incontro di mercanti, pescatori e popolazione locale, risale al XIII secolo e ben rappresenta una delle fonti primarie di sussistenza per i norvegesi. Fra colori e profumi, una degustazione era d’obbligo e quindi non ci siamo tirati indietro di fronte ad un accattivante panino con salmone affumicato!
Subito dopo ci siamo persi fra i vicoli del quartiere Bryggen: case antiche, di legno, colorate che ospitano negozietti e laboratori artigianali…un tempo magazzini per lo stoccaggio delle merci o alloggi per pescatori e commercianti…immergendoci nei suoi vicoli ci siamo per un attimo sentiti nella Diagon Alley con Harry Potter! Si tratta dello storico quartiere portuale che ricorda l’importanza della città come parte dell’impero commerciale della Lega Anseatica, dal XIV alla metà del XVI secolo. Numerosi incendi, l’ultimo nel 1955, hanno ripetutamente danneggiato Bryggen, sempre ricostruito rispettandone le caratteristiche; oggi camminandoci si possono notare ovunque cartelli con il divieto di disperdere mozziconi accesi!
Una breve passeggiata ci ha portato alla fortezza di Bergenhus, un insieme di strutture di epoca medievale: il Castello Reale, Hakonshallen e la Torre di Rosenkrantz. Il castello pare sia uno dei più antichi e meglio conservati di tutta la Norvegia.
Successivamente siamo tornati verso la Cattedrale: venne costruita in pietra sui resti di due chiese più antiche. L’abbiamo trovata chiusa e pertanto l’abbiamo vista solo dall’esterno.
Fra le vie acciottolate del centro, abbiamo potuto ammirare anche qualche murales. Bergen per molti anni è stata una città che ha attratto numerosi artisti di strada pertanto non è raro, girando per i suoi vicoli, imbattersi nelle loro opere.
Ultima tappa: un negozio di prodotti artigianali locali dove abbiamo acquistato un pupazzo di alce (che chiameremo Al e farà compagnia alla nostra Puf, pulcinella di mare presa lo scorso anno in Scozia) ed un piccolo soprammobile rappresentante una coppia di Troll innamorati.Les mer
Viking Valley - Aurlandsfjord
30. april 2025, Tyskland ⋅ ☀️ 17 °C
Dopo avere visitato Bergen sotto la pioggia, ricomparso il sole, abbiamo deciso di approfittarne per vivere oggi diverse esperienze, anche perché il meteo promette nuovamente maltempo nei prossimi giorni...
La prima sosta a Gudvange, nel Neroyfjord, per entrare in un villaggio vichingo. Si tratta ovviamente di una ricostruzione ma molto realistica e piacevole da visitare, soprattutto in assenza di turisti. Case e tende arredate con suppellettili e semplice mobilio, focolari e laboratori (come quelli del fabbro e del falegname), possibilità di cimentarsi nel tiro con l’arco o nel lancio dell’ascia…io ci ho provato! Accettabile la prima prestazione, pessima la seconda, anche se "il maestro d'ascia" si addossava la colpa, definendosi un pessimo insegnante…
Una specie di piccolo museo che riunisce simboli religiosi, giochi e passatempi, oggetti di uso comune e prodotti artigianali ricchi di simbologia. Nell’insieme una bella esperienza che fa capire abbastanza chiaramente usi e costumi di uno dei popoli che originariamente hanno abitato questo territorio più di 1000 anni fa.
Successivamente avevamo in programma una sosta a Flam, piccolo villaggio di circa 100 abitanti sulla Aurlansfjord, conosciuto per la Flamsbana: la linea ferroviaria più ripida al mondo, che collega Flam a Myrdal (867 m di altitudine). Tragitto di 20 km che abbiamo giudicato troppo costoso per il nostro budget, rinunciandovi senza rimpianti.
In compenso, per arrivare a Flam, abbiamo percorso una galleria di ben 25 km. Dobbiamo dire che la Norvegia ha sicuramente il primato dei tunnel, visto il suo territorio aspro e prevalentemente montuoso, e ci capita di incontrarne di tutte le tipologie. Ad esempio non è raro qui trovare all’interno delle gallerie persino ampie rotonde!
Lungo il percorso, anche oggi, bellissimi paesaggi, ai quali ci stiamo abituando ma che continuano, fortunatamente, a stupirci e ad emozionarci!
E a proposito di emozioni, la tappa successiva ce ne ha offerte di davvero speciali…
Una salita abbastanza ripida (ed abbastanza stretta da ricordarci le single track affrontate l’anno scorso in Scozia…) per arrivare (in teoria) ad un punto panoramico dove, tramite una passerella, si può ammirare l’Aurlansfjord dall’alto…; in pratica, ad un certo punto, siamo dovuti tornare indietro perché un cantiere restringeva ulteriormente il percorso e non saremmo riusciti a passare! Fortunatamente, poco più in basso, un belvedere ci ha consentito di scattare qualche foto, anche con il drone, e di godere abbondantemente del meraviglioso panorama. Che dire? Le parole non sono sufficienti, le foto neppure…speriamo di avere una memoria nel cuore abbastanza lunga da conservare gli attimi vissuti così intensamente all’infinito!Les mer







































































































































































































































